Affitti brevi nuova soglia di imprenditorialità a tre immobili

Novità da Roma per i proprietari di seconde case trasformate in locazioni turistiche; spesso come forma di sostegno al reddito. La Federazione nazionale associazioni ricettività extralberghiera (Fare) accoglie positivamente l’emendamento alla manovra che ridefinisce la soglia di imprenditorialità per gli affitti brevi, abbassandola da cinque a tre immobili. Un risultato che, secondo la Federazione, è frutto di un lavoro di confronto costante e di interlocuzioni tecniche portate avanti negli ultimi mesi con le istituzioni.

“L’impegno che la Federazione ha sostenuto in questo periodo, attraverso un dialogo continuo e trasparente, è giunto a buon porto”, sottolineano da Fare evidenziando come la nuova soglia rappresenti una soluzione equilibrata per il settore.

Secondo Fare, la modifica introduce un criterio “neutro e ragionevole”, in grado di non penalizzare i piccoli operatori e, allo stesso tempo, di favorire una maggiore professionalizzazione di chi gestisce o concede immobili in locazione turistica. Una scelta che, pur introducendo maggiore chiarezza normativa, non snatura il carattere familiare dell’ospitalità extralberghiera, considerato dalla Federazione il cuore del comparto.

La Federazione evidenzia inoltre come la nuova soglia non incida sulla grande maggioranza degli operatori, costituita da famiglie e residenti che mettono a disposizione uno o due alloggi. In questo contesto, Fare ribadisce che il proprio obiettivo non è mai stato quello di difendere distorsioni del mercato, bensì di tutelare chi opera correttamente, distinguendo i piccoli host dai gestori strutturati.

Fare conferma infine la propria disponibilità a proseguire il dialogo con Parlamento e Governo per contribuire alla definizione di regole equilibrate, capaci di garantire legalità e sviluppo sostenibile dell’ospitalità diffusa, salvaguardando, ove possibile, la continuità operativa di chi ha finora operato in regime di non imprenditorialità nel rispetto delle norme vigenti.

Affitti brevi novità in sintesi:
confermata nel 2026 l’aliquota ridotta al 21% sul primo immobile locato e del 26% sul secondo immobile, rendendo obbligatoria la qualificazione come attività d’impresa dal terzo affitto e non più, come nel
recedente regime, dal quinto.