Caro spiagge, per il Codacons serve “esame di coscienza”

“Invece di attaccare le testate giornalistiche che affrontano il problema, i balneari dovrebbero fare un serio esame di coscienza e maggiore autocritica, evitando di utilizzare la scusante del caro-vita come giustificazione al calo delle presenze in spiaggia e preoccupandosi invece di ridurre le tariffe al pubblico”. Lo afferma il Codacons attraverso una nota rispondendo alle osservazioni di Assobalneari.

“Condividiamo – prosegue la nota – l’affermazione dell’associazione di settore secondo cui esistono in Italia stabilimenti per tutte le tasche: i prezzi sono molto diversificati sul territorio e dipendendo dal livello dello stabilimento, dall’ubicazione e dai servizi offerti. Quello che però i balneari non dicono è che tutti i lidi, negli ultimi anni, hanno ritoccato al rialzo i propri listini al pubblico, prima con la scusa del Covid, poi a causa del caro-bollette. Aumenti applicati in modo indiscriminato in un momento di emergenza e di aggravio di costi in capo alle imprese del settore che non sono più rientrati, portando alla paradossale situazione odierna”.

“In base ai dati dell’Istat – ricorda infine il Codacons – i prezzi dei servizi ricreativi, che includono proprio stabilimenti balneari e piscine, hanno subito tra il 2019 ed oggi un incremento del +32,7%, proprio perché tutti gli operatori del settore hanno ritoccato continuamente i listini negli ultimi 6 anni. Utilizzare la scusa del caro-vita per non fare autocritica e non ammettere i rincari, non aiuterà certo a far tornare i cittadini sulle spiagge. Per affrontare il problema, semmai, occorre partire da una reale riduzione delle tariffe praticate al pubblico dai lidi italiani”

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