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Costa Crociere ha presentato a Bari il progetto, in collaborazione con Banco alimentare, per ridurre lo spreco di cibo e dare una seconda vita ai pasti preparati a bordo delle cucine delle navi da crociera.

Bari è il primo porto dell’Adriatico ad aderire al progetto di Costa Crociere che nelle città in cui attracca dona i pasti non utilizzati a bordo delle sue navi. Un progetto in collaborazione con Banco Alimentare su cui la compagnia di navi da crociera ha lavorato in modo strutturato al fine di favorire il recupero e il riutilizzo delle eccedenze alimentari per scopi sociali. Una iniziativa, presentata a Bari a bordo di Costa Deliziosa, partita il 15 luglio 2017 da Savona, grazie alla quale, in soli 10 mesi, è stato possibile donare 28.700 porzioni ad onlus e a case di accoglienza.

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Al termine della cena della domenica, i piatti preparati e non somministrati a bordo di Costa Deliziosa, in navigazione verso il capoluogo pugliese, saranno sistemati in frigo in contenitori per la conservazione e il trasporto alimentare e dopo l’attracco al porto di Bari saranno consegnati ai volontari del Banco Alimentare. Saranno loro a portarli alla Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto; una mensa che ogni giorno accoglie 120 persone in condizione di indigenza tra cui minori.

Bari, dopo Savona e Civitavecchia, è entrata quindi in modo ufficiale nel programma delle donazioni alimentari delle navi Costa ed è il primo porto dell’Adriatico ad aderire all’iniziativa grazie anche alla volontà di tutte le autorità preposte che hanno autorizzato la cessione del cibo. Un progetto nato grazie alla legge antisprechi che porta la firma di Maria Chiara Gadda, oggi presente a Bari. «Le leggi non sono mai proprietà di chi le scrive, ma camminano sulle gambe di chi vuole applicare», ha dichiarato Gadda sottolineando quanto la Costa abbia voluto contribuire a fare la differenza. Un progetto esportato in Francia, nel porto di Marsiglia, ma l’idea di Costa è quella di coinvolgere tutti i porti del Mediterraneo.

Il presidente nazionale del Banco Alimentare, Andrea Giussani, si è, invece, soffermato sulla sicurezza e la bontà dei pasti ceduti da Costa Crociere: «Pensavo, salendo a bordo, a quanti controlli siamo stati sottoposti. Gli alimenti in uscita passano quasi lo stesso tipo di controlli. Una garanzia per chi li dona e per chi li riceve».

«Bellissima legge, bellissima iniziativa. Il rapporto porto-città è l’economia del porto che si integra con la città», ha dichiarato Ugo Patroni Griffi presidente dell’Autorità Portuale. «Siamo orgogliosi – ha commentato l’assessore al Welfare del Comune di Bari Francesca Bottalico -. Mi piace pensare a questa esperienza come a un welfare di comunità perché assieme si crei una esperienza virtuosa, generativa». Si è detto orgoglioso dell’iniziativa anche Giuseppe Carino, vice presidente guest experience di Costa Crociere. Stefania Lallai, direttore del settore sostenibilità di Costa Crociere ha sottolineato quanto questo progetto abbia consentito di trasformare il cibo da rifiuto a valore auspicando di ridurre lo spreco alimentare del 50% entro il 2020. Uno spreco che Costa intende ridurre anche grazie alla a condivisione degli intenti con gli ospiti di Costa Crociere ai quali singolarmente si chiede di «mettere nel piatto ciò che si può mangiare».

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