Il Frecciarossa continuerà a collegare Taranto. Lo fa sapere, attraverso una nota, l’assessore regionale ai Trasporti Gianni Giannini.

Regione Puglia e Trenitalia stanno individuando, di concerto, le modalità attraverso le quali si potrà consentire l’arrivo del Frecciarossa a Taranto.

Trattandosi di servizio a mercato, non è consentito finanziarlo con le risorse del Trasporto Pubblico Locale, al quale sono destinate, in via esclusiva, le risorse del Fondo Nazionale per il TPL.

Ai Tarantini verrà quindi garantito il collegamento diretto con Milano e, in aggiunta, verranno potenziati i collegamenti con la stazione di Bari, grazie al raddoppio della tratta Bitetto-Sant’Andrea, infrastruttura che sarà completata entro il prossimo dicembre, per poi essere definitivamente connessa a Bari Centrale, e quindi operativa, entro il 2020.

Come si ricorderà, è di fine ottobre la presa di posizione del governatore della Basilicata Bardi  al “no” del presidente della Regione Puglia Emiliano alla compartecipazione alle spese del treno che, in via sperimentale, dal 2016 ha collegato Taranto e Milano.

Nella fase sperimentale della tratta ad alta velocità, che ha permesso ai comuni lucani di Ferrandina e Metaponto e a quello pugliese di Taranto, la Basilicata ha corrisposto 3,3 milioni annui.

E questa è la replica, riportata integralmente, di Michele Emiliano, pubblicata sulla sua pagina Facebook, che precisa l’accaduto.

“La barzelletta che la Regione Puglia avrebbe tagliato i fondi del Freccia Rossa da Taranto non fa ridere, fa piangere di vergogna chi l’ha inventata.

La verità è un’altra e cioè che la Regione Basilicata, senza alcuna motivazione, ha deciso di limitare, dal prossimo orario invernale, l’itinerario del Frecciarossa 1000 spostandone la partenza da Taranto a Metaponto.

Questa decisione appare motivata solo dall’intento di costringere la Regione Puglia a contribuire per quasi un terzo del costo complessivo della tratta.

Quasi un milione di euro l’anno per percorrere ad 80 all’ora la breve tratta Taranto Metaponto di soli 37 chilometri!!!!

La decisione non porta alcun vantaggio alla Regione Basilicata e toglie a Taranto un collegamento utile, ma non certo indispensabile.

Vi spiego perché.

Innanzitutto la Regione Puglia non ha mai pagato il Frecciarossa 1000 nè si è mai impegnata in tal senso, non potendo utilizzare soldi pubblici destinati al trasporto pubblico locale per finanziare linee di trasporto nazionale.

Le funzioni e i compiti delle regioni, sui servizi di trasporto pubblico, si limitano a quei servizi che operano in modo continuativo nell’ambito di un territorio di dimensione normalmente regionale o infraregionale come previsto dal D.lvo. n.422/97 (ad esempio il servizio Bari Matera gestito dalle FAL a spese anche della Regione Puglia.

I servizi di trasporto ferroviario nazionale di percorrenza medio-lunga qual è quello in questione competono allo Stato che su specifici itinerari, laddove volesse finanziarli, deve imporre obblighi di servizio pubblico ai sensi della L. 166/2002.

Al di fuori di questi confini di legittimità i servizi ferroviari devono essere lasciati
al libero mercato ed ai meccanismi di incontro tra domanda e offerta, liberalizzati sin dal primo pacchetto ferroviario europeo del 1991 e recepito dal D.lgs 146/1999.

La Regione Basilicata ha chiesto formalmente alla Puglia di farsi carico del 25% (825.000 euro) del costo sostenuto nei confronti di Trenitalia, pari ad 3.300.000 € l’anno, in ragione del dato di frequentazione espresso negli anni 2017 e 2018.

Chiede inoltre che la Regione Puglia riconosca il medesimo contributo anche per le due annualità pregresse (2017 e 2018).

Ciò conferma che nessun contributo è stato mai corrisposto dalla Puglia alla Basilicata.

Dati Trenitalia attestano che i passeggeri saliti e scesi a Taranto sono mediamente 81 per ogni coppia di corse al giorno (andata e ritorno), ciò significa, in aggiunta al biglietto commerciale (€128.50 per Milano ed €78.50 per Roma) va finanziata la somma di € 35 giornaliere per passeggero.

Quaranta persone a tratta, su di una popolazione della sola Taranto di quasi 200.000 abitanti, rappresenta lo 0,02%.

Per questo esiguo numero di viaggiatori la Regione dovrebbe dunque sottrarre 825.000 € l’anno destinate oggi al trasporto pubblico regionale che si preoccupa di garantire a migliaia di pugliesi al giorno la raggiungibilità del proprio posto di lavoro, della propria scuola, della propria università dell’ospedale dove andare a curarsi, in un contesto, nel quale le regioni già contribuiscono per più di un miliardo e mezzo l’anno. Solo la Puglia dal bilancio autonomo preleva 127 milioni l’anno.

Ma questo enorme ed immotivato esborso, provocato da una decisione di non partire da Taranto della Regione Basilicata che non provoca alcun vantaggio alla Basilicata stessa, ci appare una forzatura logica.

Taranto infatti è oggi già collegata a Milano da una coppia di Frecce Bianche con tempi di percorrenza pari ad 8 ore e 23 minuti, di per se già più veloci del Frecciarossa lucano che impiega 9 ore e 3 minuti. 40 minuti in più!

Dal prossimo 24 novembre, questi treni diventando Frecce Argento avranno tempi di percorrenza ulteriormente ridotti ad 8 ore circa.

A questa coppia si aggiungono anche due coppie di InterCity di cui uno notte con cuccette.

Il tutto a zero oneri per il bilancio regionale.

Se il problema, è la raggiungibilità della capitale, le 6 ore oggi necessarie con il Frecciarossa lucano via Potenza, sono ben superiori alle 5 ore necessarie via Bari (con interscambio).

Tratta che, al termine del completamento del raddoppio della linea sul tratta Bitetto – Sant’Andrea sarà ulteriormente potenziato accorciando i tempi di percorrenza.

In parallelo abbiamo chiesto a Trenitalia di studiare la fattibilità tecnica per aggiungere all’offerta dei treni regionali un diretto Taranto-Bari per migliorare l’interscambio con i Bari-Roma in partenza alle ore 6.19 e 7.17, con arrivo a Roma alle 09.58 e 11.23.

Questa previsione ha radici lontane, se si pensa che l’Accordo Quadro con RFI risale al 2015, e prevede che il completamento del raddoppio infrastrutturale della Bari-Taranto e la disponibilità del nuovo assetto del nodo di Bari , permetterà anche ai servizi provenienti da Taranto di essere calibrati sull’orologio di Bari c.le consentendo di usufruire di tutta l’offerta espressa sia dalle relazioni regionali (verso Foggia e verso Lecce) che dalle relazioni di lunga percorrenza verso Roma, Milano, Venezia, Torino.

Tutte queste questioni da sempre affrontate con assoluta imparzialità nei limiti di quanto ci consente la legge ed i vincoli di sostenibilità economica e finanziaria sono sempre analizzati con attenzione e ove possibile realizzati.

Amareggia constatare che su queste questioni si montino intollerabili speculazioni politico / elettorali senza rendersi conto che si rischia di privilegiare l’interesse dei pochi rispetto all’interesse pubblico generale a cui ogni amministratore pubblico deve guardare”.

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