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Si chiamano “I Fanove”: cataste di radici d’albero a cui viene dato fuoco in occasione della festa in onore della Madonna della Vetrana che, 328 anni fa, salvò gli abitanti di Castellana Grotte dalla peste. “I Fanove”, i fuochi, saranno accesi l’11 gennaio. Ma l’edizione 2019 sarà da ricordare perché in tutti questi anni, per la prima volta, a creare uno dei circa 100 falò distribuiti in tutto il paese sono state 8 donne. Una tradizione davvero tanto sentita in città al punto da lavorare per un anno di seguito alla festa in onore della patrona di Castellana.

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Un appuntamento con le tradizioni presentato nella sede della presidenza della Regione. Un appuntamento a cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Castellana Grotte, Francesco de Ruvo, di Michele Guglielmi, presidente del Comitato feste patronali e di Aldo Patruno, dirigente del Dipartimento turismo e cultura della Regione Puglia.

“I Fanòve” ardono per ricordare il miracolo della liberazione dalla peste bubbonica che i fedeli attribuiscono alla Madonna della Vetrana nel 1691. Una tradizione di cui si occupano 74 favonisti censiti. Lavorano tutto l’anno per recuperare le radici da bruciare la sera dell’11 gennaio.  Cataste di legno che vengono assemblate nei due fine settimana precedenti la festa in grado di raggiungere 12/16 metri di altezza. E grazie alla tradizione i favonisti operano una pulizia certosina dei terreni delle campagne circostanti Castellana Grotte funzionale come profilassi per impedire il diffondersi di malattie delle piante.

Per favorire l’afflusso di turisti e visitatori, il Comune ha previsto due grandi aree di parcheggio al “centro commerciale grotte”, sulla Putignano-Castellana Grotte e in via Polignano in Zona Pip. Da qui è stato messo a disposizione un servizio navetta gratuito per raggiungere il cuore pulsante della festa.

Nell’ambito della presentazione dei festeggiamenti in onore della Madonna (che iniziano l’11 gennaio, ma terminano il 20) Aldo Patruno ha anticipato la creazione dell’albo storico degli eventi legati al fuoco con finanziamenti, a cominciare da una disponibilità di 100 mila euro annui già raddoppiata a 200 euro, che saranno erogati ad hoc per mantenere salda la tradizione degli eventi a sostegno dell’identità del territorio. Il 2019 vedrà anche la nascita della Fondazione dei fuochi.

 

 

 

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