
“Le regole stanno cambiando e i territori devono essere ascoltati. È necessaria una proroga per adeguare la legge”. Parte da questa presa di posizione il confronto sull’extralberghiero in Toscana, al centro dell’incontro pubblico che si è svolto il 24 marzo 2026 a Pienza, nella sala convegni Rino Massai. Al centro del dibattito gli effetti della Legge Regionale 61/2024, la cui applicazione è prevista dal 30 giugno 2026.
All’iniziativa, promossa con la partecipazione della Federazione FARE, hanno preso parte operatori del settore, tecnici e amministratori locali, riuniti per analizzare le implicazioni concrete della norma. L’attenzione si è concentrata in particolare sui piccoli comuni e sulla cosiddetta “Toscana diffusa”, realtà considerate più fragili rispetto ai grandi centri urbani.
“La legge rischia di uniformare situazioni profondamente diverse – ha spiegato Elia Rosciano, presidente della federazione nazionale delle associazioni della ricettività extralberghiera – applicando ai territori rurali e ai borghi le stesse logiche pensate per le città ad alta densità turistica”. Secondo Rosciano, la Toscana diffusa non può essere trattata come un’area soggetta a forte pressione turistica: “Qui l’extralberghiero non crea squilibri, ma sostiene le comunità, l’economia locale e rappresenta un presidio del territorio”.
Dal confronto è emersa con chiarezza la richiesta di una proroga dell’entrata in vigore della norma. “Serve tempo – ha aggiunto Rosciano – per correggere la legge insieme alle associazioni di categoria, che rappresentano una risorsa fondamentale grazie alla conoscenza diretta dei territori e delle esigenze degli operatori”.
Il tema resta quindi aperto e destinato a incidere in modo significativo sul futuro dell’ospitalità extralberghiera in Toscana, soprattutto nelle aree meno urbanizzate, dove il settore è considerato un elemento chiave per la tenuta socio-economica locale.