
“Le associazioni di categoria non sono soggetti commerciali: sono le voci legittimate a rappresentare i comparti nei luoghi in cui si decidono le politiche pubbliche”.
Parte da questa affermazione netta la presa di posizione della Federazione nazionale Associazioni Ricettività Extralberghiera (Fare), che interviene nel dibattito aperto durante l’evento “Visione Turismo: politiche, territori, competenze, futuro”, svoltosi nei giorni scorsi in Senato. Un appuntamento che ha riportato al centro dell’agenda politica la necessità di un confronto strutturato e permanente tra istituzioni e rappresentanze del settore turistico.
Fare chiarisce il proprio ruolo nel panorama della rappresentanza turistica, sottolineando come “non è assimilabile a quello delle associazioni commerciali o di rappresentanza economica generale, come Confindustria o Confcommercio. La Federazione fa parte, a pieno titolo, del sistema delle associazioni di categoria riconosciute, chiamate a dare voce ai comparti produttivi – tra i quali rientrano a pieno e preponderante titolo i settori dell’extralberghiero e dell’ospitalità diffusa e familiare – nei tavoli istituzionali, ministeriali e parlamentari. Un riconoscimento fondato su rappresentatività reale, competenza tecnica e presenza stabile nel confronto con le istituzioni”.
Una distinzione particolarmente rilevante in una fase in cui il turismo extralberghiero rappresenta una componente sempre più significativa dell’offerta italiana, incidendo in modo diretto sull’economia dei territori e sull’ospitalità diffusa. “Pur sostenendo lo sviluppo del turismo imprenditoriale – si legge ancora nella nota – che rappresenta oggi oltre il 50% anche del nostro comparto – FARE è una voce riconosciuta, invitata e partecipe ai tavoli di lavoro sul turismo, alle Camere e presso il Ministero, al pari delle altre categorie strutturate”.
Durante l’incontro in Senato, anche il Ministro del Turismo Daniela Santanchè ha sottolineato l’importanza di un dialogo costante con i soggetti rappresentativi del settore e la necessità di costruire una visione condivisa per il futuro del turismo italiano.
Secondo Fare, non può esistere una politica turistica efficace senza il contributo diretto di chi il turismo lo vive quotidianamente sui territori, lo gestisce e lo rappresenta. Per questo la Federazione conferma la propria disponibilità a partecipare a un tavolo permanente di confronto insieme alle altre rappresentanze riconosciute.
L’obiettivo è costruire politiche turistiche capaci di integrare alberghiero, extralberghiero e ospitalità diffusa, considerandoli non come comparti contrapposti ma come elementi sinergici di uno sviluppo economico sostenibile, attento anche alla tutela delle comunità locali. Un confronto ritenuto essenziale per dare al turismo italiano una visione moderna, inclusiva e realmente condivisa.