Festa Patronale ad Acquaviva delle Fonti, un viaggio nell’anima di Puglia

Acquaviva delle Fonti celebra la Festa Patronale come un viaggio nell’anima della Puglia. Tra cortei storici in abiti d’epoca, la secolare “conta delle mezze pezze”, grandi bande musicali e lo spettacolare volo del pallone di carta di 21 metri, il borgo barese celebra la Madonna di Costantinopoli in un evento riconosciuto come patrimonio culturale immateriale.

Se c’è un momento in cui l’anima più autentica, devota e spettacolare della Puglia si rivela in tutta la sua bellezza, quello coincide con i festeggiamenti per la Madonna di Costantinopoli ad Acquaviva delle Fonti in provincia di Bari. Una celebrazione che non è solo una ricorrenza religiosa ma una vera e propria sinfonia di elementi culturali, riconosciuta dalla Convenzione Unesco del 2003 tra i patrimoni culturali immateriali nella categoria “consuetudini sociali, eventi rituali e festivi”.

La festa si svolge annualmente nei giorni che abbracciano il primo martedì di settembre, culminando proprio in quattro giornate di solenne e travolgente vivacità. La preparazione parte già dalla settimana antecedente, quando le comunità delle sette parrocchie cittadine danno vita alla “peregrinatio”recandosi in Cattedrale per raggiungere l’immagine della Vergine e celebrare il legame profondo tra tutti i quartieri della città.

La “conta delle mezze pezze” e il Corteo Storico

Passeggiare per le vie di Acquaviva durante la festa significa immergersi in secoli di memoria collettiva. Tra i momenti più suggestivi figura la conta delle mezze pezz, un rito storico unico che risale al 1656. In quell’anno l’amministrazione cittadina (allora denominata Università) stipulò un atto formale per costituire un censo perpetuo di 50 mezze pezze d’argento a favore della Vergine, come voto di gratitudine per aver protetto la popolazione dalla devastante epidemia di peste che aveva colpito la zona. Ancora oggi la cerimonia si ripete, rinnovando una promessa secolare e un forte simbolo identitario.

Alttrettanto maestoso è il Corteo Storico, una rievocazione scenografica che coinvolge oltre 300 figuranti tra nobili, cavalieri, monaci, contadini e soldati spagnoli. La sfilata rievoca il leggendario arrivo dell’icona della Madonna da Costantinopoli nel 1529. A completare il quadro della tradizione rurale pugliese c’è il caratteristico carro trainato da buoi, emblema del pellegrinaggio e delle radici contadine del territorio.

Misticismo e solennità

Il cuore spirituale della festa batte forte attraverso riti solenni e partecipati:

  • L’intronizzazione della Madonna: all’interno della Cattedrale, dove l’icona viene esposta alla venerazione dei fedeli;
  • La Processione Solenne, con la statua che attraversa le vie del paese accarezzata da luci, preghiere e coriandoli di fiori;
  • il Pontificale in Piazza, momento culminante in cui il Sindaco, per il tramite del Vescovo, consegna simbolicamente le chiavi della città alla Vergine Protettrice.

La magia del “Pallone Che Sale” ingegno artigianale e slancio spirituale

Il ponte perfetto tra la devozione sacra e lo spettacolo popolare è il lancio del “pallone”: una tradizione nata nel lontano 1848 ad opera di un artigiano locale, Giacomo Squicciarini, e giunta intatta fino a noi.

Il primo martedì di settembre, a chiusura della processione solenne, viene fatto levarsi in volo un imponente pallone aerostatico in carta, alto circa 21 metri, realizzato interamente a mano e decorato da maestri e artisti locali. Il volo della gigantesca mongolfiera è una metafora dell’innalzamento spirituale verso il cielo e, al tempo stesso, un motivo d’orgoglio per la straordinaria perizia artigianale del luogo.

Il ritmo delle bande

Non si può parlare di festa patronale pugliese senza citare la musica. La banda musicale ad Acquaviva non è un semplice orchestrale di contorno, ma il vero cuore pulsante dell’evento. Attesissimo è il “giro” della banda per le vie del paese, che segna ufficialmente l’inizio delle festività, seguito dai grandiosi concerti e dalle marce sinfoniche eseguite in piazza o nella Villa Comunale, patrimonio della celebre tradizione bandistica meridionale.

Le luminarie artistiche vestono il corso principale trasformandolo in una galleria d’arte temporanea a cielo aperto. La Villa Comunale si trasforma nel salotto accogliente della città, tra spettacoli, giostre e l’immancabile fiera popolare: bancarelle ricche di giocattoli, dolciumi tipici, zucchero filato e stand gastronomici dove degustare i sapori autentici della Puglia.

Un appuntamento che unisce generazioni, scuole, associazioni ed escursionisti, offrendo a chiunque lo visiti un’esperienza immersiva ed emozionante nel cuore più autentico del Mediterraneo.

La foto di copertina è stata generata con l’IA