
Ci sono luoghi in cui il viaggio non si misura in chilometri, ma in silenzi: boschi che diventano rifugi, sentieri che si aprono su paesaggi inattesi, aree protette che raccontano un’Italia diversa, più lenta e più consapevole. È in questi spazi che la natura non si osserva soltanto, ma si impara a leggere. E proprio da qui parte l’invito a riscoprirla, anche attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica.
In occasione della Giornata Europea dei Parchi del 24 maggio, il WWF Italia rilancia la Primavera delle Oasi e invita cittadini, viaggiatori e fotografi a partecipare a un racconto collettivo della biodiversità italiana. Un patrimonio fatto di Oasi, parchi e riserve che, da oltre 60 anni, rappresentano non solo luoghi di tutela ambientale, ma anche nuove destinazioni per il turismo naturalistico.
Il nuovo capitolo del report “Effetto Oasi” racconta infatti un’evoluzione chiara: dalle piccole aree protette nate dal basso fino ai grandi parchi nazionali, oggi sempre più centrali anche nell’esperienza di viaggio. È una storia che parla di cammini, di comunità locali e di territori che si sono trasformati in modelli di conservazione e fruizione sostenibile.
Molte di queste Oasi hanno anticipato la nascita di alcuni dei più importanti parchi italiani. È il caso dell’Oasi di Lama dei Peligni, che ha contribuito alla tutela del camoscio appenninico e alla successiva istituzione del Parco nazionale della Maiella, oggi meta di escursioni e turismo lento tra montagne, canyon e borghi storici. O ancora delle esperienze nel Sud Italia, che hanno rafforzato la protezione della lontra e accompagnato la crescita del sistema del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, uno dei territori più ricchi di biodiversità del Mediterraneo.
In questa rete diffusa di natura protetta, anche Sardegna e Appennino raccontano storie simili: dall’Oasi di Monte Arcosu, fondamentale per la salvaguardia del cervo sardo, fino alle aree che hanno contribuito alla nascita del Parco Nazionale del Matese, recentemente avviato e già destinazione emergente per escursionismo e turismo ambientale.
Accanto alla dimensione della tutela, oggi cresce però anche quella della partecipazione. Per questo il WWF lancia il contest fotografico “La tua Oasi – la grande bellezza d’Italia”: un invito aperto a tutti a raccontare la natura attraverso immagini scattate nelle Oasi WWF negli ultimi cinque anni, anche approfittando delle aperture straordinarie della Primavera delle Oasi.
In copertina Torre Guaceto, foto fornita e autorizzata alla pubblicazione dall’ufficio stampa WWF
Il concorso, gratuito e inclusivo, prevede tre categorie – Wildlife, Habitat e Fotostoria Uomo e Natura – e si propone di costruire un grande archivio collettivo dedicato alla biodiversità italiana. Le iscrizioni sono aperte fino al 7 settembre sul sito ufficiale: Concorso fotografico WWF
Più che una gara, è un invito a tornare nei luoghi dove la natura è ancora protagonista del paesaggio. A osservarla, ma soprattutto a raccontarla. E a contribuire, con uno sguardo personale, alla narrazione di un’Italia che si scopre ogni volta diversa, proprio quando la si attraversa con attenzione.