Goya, Parr e Lanthimos a Monopoli per i dieci anni del PhEST

PhEST, il Festival Internazionale di Fotografia e Arte compie 10 anni e porta a Monopoli dall’8 agosto al 16 novembre tre nomi importanti del panorama artistico internazionale: Francisco Goya, Martin Parr e Yorgos Lanthimos. Un’edizione straordinaria che rappresenta un punto di svolta tra riscoperte del passato e visioni future in un viaggio di rinascita, come sottolinea il tema di quest’anno: “This is us – A Capsule to Space”.

Il fotoreporter britannico Martin Parr, noto per la sua fotografia sociale e dolce amara, esporrà: Pleased to Meet You e sarà presente nella cittadina pugliese il 27 e 28 settembre in un incontro con il pubblico e per la proiezione del film documentario I am Martin Parr. Al presente si aggiunge un classico della pittura e della critica sociale nell’arte, Francisco Goya con Los Caprichos. La ragione dei mostri, un capolavoro visionario del’artista spagnolo che ha svelato le profondità dell’animo umano e le contraddizioni della società del suo tempo. Un’anteprima assoluta in Italia sarà la mostra fotografica Jitter Period del regista greco Yorgos Lanthimos che con quest’opera propone riflessioni sulle percezioni distorte del reale.

Un decennale che trasformerà ancora una volta Monopoli in un palcoscenico privilegiato per la fotografia e l’arte. Dieci anni rappresentano un traguardo non solo simbolico, ma profondamente concreto, costruito nel tempo attraverso nuovi linguaggi, visioni e relazioni con il territorio e con il mondo. Il tutto in una geografia affettiva che va dal Mediterraneo alla Luna, dai paesaggi rurali alle costellazioni interiori.

In questo 2025 dei record parteciperanno: Sam Youkilis che presenterà Under the Sun, un viaggio visivo nelle quotidianità contemporanee; Arianna Arcara con una mostra frutto della residenza artistica di PhEST 2025 nella Daunia.

Tre ricerche visive fortemente poetiche e intime sono quelle di: Dylan Hausthor What the Rain Might Bring; Sam Gregg See Naples and Die 2014–2022Deanna Dikeman The Place of Ordinary Moments. E poi ancora All’improvviso. Resistenze 2025 di José Angelino progetto site-specific a cura di Melania Rossi che intreccia arte e memoria. E Zed Nelson The Anthropocene Illusion con un allestimento speciale tra natura e arte; Alexey Titarenko con City of ShadowsPhillip Toledano We Are at War Rhiannon Adam Rhi-EntryLorenzo Poli The Geoglyphs of Our Time; Greg Segal con 7 Days of Garbage.

Una lunga esposizione che è manifesto di un modello culturale alternativo al turismo di massa, che incentiva e traina un turismo lento, che valorizza il contatto autentico dei luoghi e della comunità. Un obiettivo ben chiaro fin dalla prima edizione nella mente del direttore artistico Giovanni Troilo e della direttora organizzativa Cinzia Negherbon.

Un esempio è il progetto di Aleksandra Mir che esporrà le sue opere in case private e botteghe storiche. Dalla casa di Angelina, novant’anni, residente a Monopoli e custode di memorie e racconti nel cuore del centro storico, al negozio del baratto di Peppino, fino al laboratorio artigianale di mosaici di Paolo Mastrofrancesco e al  Circolo dei Pescatori. Spazi privati che saranno eccezionalmente aperti al pubblico secondo la disponibilità e i desideri dei loro abitanti, trasformando ogni visita in un gesto di ospitalità autentica e condivisione reale.

Nel circuito delle mostre diffuse si inserisce anche Piero Percoco con The Silent Sun, Brighton, uno sguardo intimo e radicato tra Puglia e Inghilterra.

Inoltre, dopo anni di chiusura si potrà ammirare come scenografia delle opere più importanti il Monastero di San Leonardo che apre le sue porte nella sua interezza diventando quest’anno il quartier generale, non avendo più a disposizione Palazzo Palmieri come gli altri anni.

Uno spazio suggestivo e ricco di storia riportato alla luce grazie all’impegno diretto del festival. Una conquista che ha riabilitato un luogo dimenticato, contrastando l’omologazione del turismo di massa. Una rigenerazione lenta che valorizza ritmi e identità locali. Anche per questo, secondo l’organizzatori, si ha bisogno di più tempo per una pianificazione curata e mirata al rispetto della comunità e al suo patrimonio artistico.

Ci sarà anche un’ampia mostra celebrativa dei dieci anni di residenze a PhEST con la pubblicazione del primo catalogo ufficiale che raccoglie tutte le residenze artistiche con immagini, visioni e testimonianze. Una memoria tangibile di un percorso collettivo che ha trasformato PhEST in una vera e propria piattaforma artistica generativa.

“Dieci anni sono per noi un traguardo inimmaginabile e per celebrarli abbiamo scelto di avere tre mostre madrine che parlano a tre pubblici differenti – ha detto il direttore artistico Giovanni Troilo una orientata verso un pubblico, probabilmente, più classico, quella di Goya, per la prima volta nel Sud Italia. Una mostra che comprende gli 80 Los Caprichos originali in collaborazione con il Museo de Bellas Artes di Valencia. Poi un pubblico trasversale sarà quello di Martin Parr per il suo modo eretico di raccontarsi e sicuramente un pubblico più giovane, quello di Yorgos Lanthimos che con la mostra Jitter Period sarà per la prima volta in Italia e per noi è stato un privilegio che abbia scelto proprio Monopoli e la Puglia per la sua prima”.

PhEST 2025 è un mosaico di storie che non si esaurisce nei grandi nomi, ma ci saranno anche artisti emergenti e artisti provenienti da tutto il mondo in oltre 30 mostre. Il filo conduttore trae ispirazione da uno dei simboli più potenti dell’umanità in cerca di dialogo: il Golden Record lanciato dalla NASA con la missione Voyager nel 1977. Un messaggio affidato al cosmo per raccontare la vita sulla Terra a eventuali intelligenze extraterrestri.

“Nel 1977 con il programma Voyager veniva inviato nello spazio interstellare il  Golden Record, un disco per grammofono contenente suoni e immagini, una sorta di capsula temporale con l’intenzione di comunicare la storia del nostro mondo ad eventuali forme di vita extraterrestri – ha proseguito il direttore Troilocuriosamente Carl Sagan scelse di non includere nel Golden Record immagini che rappresentassero guerra, malattia, povertà, ideologia o religione. A distanza di quasi cinquant’anni, ci ispiriamo a quella stessa tensione verso l’altrove per costruire una nostra “capsula” e, mossi anche dalla profonda urgenza di raccontarci in un tempo sconvolto da nuove barbarie, proviamo a restituire un ritratto che includa questa volta però anche i lati più oscuri di questa nostra umanità, un messaggio in bottiglia lanciato nell’oceano cosmico – ha concluso”.

“Quando leggiamo il rapporto SIAE 2024 e scopriamo che la Puglia è la regione con la crescita più significativa in termini di numero di luoghi espositivi, è inevitabile pensare che anche PhEST abbia contribuito a questo risultato – ha detto Aldo Patruno, direttore generale del Dipartimento  del Turismo, Economia della Cultura, Valorizzazione del territorio della Regione Puglia – se la Puglia oggi può contare su un tasso di internazionalizzazione che supera il 54% è proprio perché si è stati in grado di mettere in campo iniziative come questa tra le più avanzate dal punto di vista della ricerca culturale e del posizionamento. Il fatto che una comunità e un progetto culturale si prendano cura dei luoghi e del patrimonio artistico e li restituiscano a nuova vita, come il Monastero di San Lorenzo, dimostra che non si può più tornare indietro – ha proseguito Patrunonon parliamo soltanto di un festival di fotografia, ma di un vero e proprio progetto culturale che, in questi dieci anni, ha accompagnato e, per certi versi, rappresentato la storia delle politiche culturali della Regione Puglia. ”

“Monopoli era bella, è bella e continuerà ad essere bella – ha detto il sindaco di Monopoli, Angelo Annesela nostra missione è quella di valorizzare attraverso tipologie di manifestazioni ed eventi come PhEST quello che è il nostro patrimonio quindi la valorizzazione di un turismo lento, un turismo culturale, non di massa, ma che passa attraverso una pianificazione di eventi come questo. PhFEST è diventato un punto fermo del nostro cartellone culturale e turistico, quella scommessa è stata vinta e quindi in qualità di sindaco non posso che essere fiero e orgoglioso e augurare buon compleanno”

APERTURA AL PUBBLICO DAL 9 AGOSTO AL 16 NOVEMBRE 2025

(8 agosto inaugurazione nella sola sede di San Leonardo)

GIORNATE INAUGURALI 9-10 AGOSTO

ORARIO CONTINUATO DALLE  10 ALLE 23

ORARI AGOSTO:

LUNEDÌ: CHIUSO

DAL MARTEDÌ AL VENERDÌ: 10-13 | 17-22

SABATO: 10-13 | 17-23

DOMENICA: 11-22 ORARIO CONTINUATO 

LOCATION INDOOR

Castello Carlo V – Largo Castello 5

Monastero di San Leonardo – via San Leonardo 9/11

Casa Santa – Via Santa Teresa 5

Stalle di Casa Santa – via Comes 9

Chiesa di Sant’Angelo in Borgo – Via S. Angelo, numeri 3/5

BIGLIETTERIE

Castello Carlo V

Monastero di San Leonardo

BIGLIETTI:

INTERO: 15 euro

RIDOTTO: 10 euro (riduzione valida per possessori di biglietto Trenitalia per Monopoli, gruppi di 10 persone, Over 65, residenti del comune di Monopoli)

RIDOTTO SCUOLE: 4 euro per studente, prenotazione a info@phest.it

BIGLIETTI SINGOLA SEDE

10 euro per Monastero di San Leonardo

10 euro per Castello Carlo V

7 euro per tutte le altre sedi

RIDOTTO SINGOLA SEDE CASTELLO E MONASTERO SAN LEONARDO: 7 euro (per i clienti iscritti al programma fedeltà X-GO di Trenitalia)

GRATUITO: Under 14, disabili, studenti, docenti e personale tecnico amministrativoi UniBa, giornalisti con tesserino.