Hyrcania, nuove scoperte nel Deserto di Giudea

Nel cuore selvaggio del Deserto di Giudea, a pochi chilometri dal Mar Morto, il sito di Horvat Hyrcania torna a raccontare la sua lunga storia grazie a una nuova e intensa stagione di scavi archeologici. Un luogo suggestivo, sospeso tra natura e memoria, che si prepara a diventare una nuova meta per il turismo culturale e archeologico.

Gli scavi, avviati nella primavera 2023 e giunti alla loro terza stagione, sono diretti da Oren Gutfeld e Michal Haber dell’Università Ebraica di Gerusalemme, in collaborazione con l’ufficio responsabile per l’Archeologia di Giudea e Samaria. L’obiettivo è duplice: da un lato approfondire la conoscenza scientifica del sito, dall’altro conservarlo e renderlo visitabile, proteggendolo dai saccheggi e valorizzandone l’unicità.

Fondata tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C., Hyrcania nacque come fortezza-palazzo degli Asmonei, destinata a controllare gli accessi orientali del regno di Giudea. In epoca romana fu distrutta e poi ricostruita da Erode il Grande, che la trasformò in una residenza fortificata di grande prestigio. Le fonti antiche ricordano Hyrcania come luogo di intrighi di corte, prigionie e visite illustri, tra cui quella di Marco Agrippa, genero dell’imperatore Augusto.

Le più recenti indagini hanno restituito scoperte di straordinario interesse per il pubblico. Tra queste spicca la prima iscrizione ebraica mai rinvenuta nel sito, un frammento di pietra con due lettere incise, testimonianza diretta della presenza ebraica in età asmonea. È inoltre emersa una piazza monumentale a gradoni, pavimentata in pietra, che conduce a un’ala del palazzo-fortezza decorata con affreschi policromi e stucchi raffinati, simili a quelli dei palazzi reali di Gerico e della Gerusalemme antica. In quest’area è in fase di individuazione anche un impianto termale di epoca erodiana.

Dopo l’abbandono del sito in età romana, Hyrcania visse una seconda stagione nel periodo bizantino, quando tra le rovine sorse un monastero fondato da Santo Saba. Da questo contesto provengono alcuni dei reperti più affascinanti per i visitatori: un’iscrizione greca cristiana, due monete d’oro dell’imperatore Eraclio, un anello d’oro con pietra gialla e il coperchio di un reliquiario in pietra, segno della vita religiosa che animava il luogo.

Oggi Hyrcania si presenta come un viaggio attraverso oltre mille anni di storia, immerso in un paesaggio desertico di grande bellezza. La futura apertura al pubblico permetterà di scoprire un sito capace di unire archeologia, spiritualità e natura, arricchendo l’offerta turistica del Deserto di Giudea con un’esperienza autentica e fuori dai circuiti più battuti.

In copertina una immagine del Nord della Giudea, credit Oscar Bejarano staff officer of archaeology, e un anello ritrovato durante lo scavo, credit, Michal Haber Hebrew University of Jerusalem. Le fotografie sono state fornite dall’Ufficio nazionale israeliano del turismo