Jesolo vince su Roma “Nel tepore del ballo” di Pupi Avati

Roma e Jesolo sono protagoniste nel film di Pupi Avati “Nel tepore del ballo”. Due ambientazioni così lontane e contrastanti che rispecchiano, però, molto bene quel divenire lento che avvolge e modifica o solo sfiora la caduta e il rinnamoramento del protagonista, interpretato da Massimo Ghini.

Il film segna il ritorno di Pupi Avati al dramma intimista con la storia di Gianni Riccio, celebre conduttore televisivo travolto da uno scandalo finanziario proprio all’apice della carriera. Tra Roma e Jesolo, il film racconta la caduta pubblica e il confronto privato con un passato segnato dalla perdita precoce dei genitori ma anche dal suo primo grande amore sacrificato alla carriera, mettendo al centro il tema delle grandi scelte della vita, della reputazione e della possibilità di rinascita.

Roma, così, rappresenta il palcoscenico della notorietà, della costruzione pubblica, dell’identità. Maestosa seduce, crea gloria ma anche cadute, solitudine, inganno. Ghini per la sua risalita sceglie come atto di resistenza Jesolo. Qui ci sono le sue radici troppo presto tagliate eppure resistenti. Un luogo del ritorno, della verità, della scelta come speranza e rinascita anche se tutto è cambiato eppure è speranza, sospesa nella malinconia.

“Lavorare a Jesolo è stato molto piacevole. La dimensione che abbiamo provato era giusta e permetteva di concentrarsi meglio – ha detto l’attore Massimo Ghinipossono sembrare cose banali, ma invece sono necessarie per un attore e spesso le cerchiamo. Dall’altra parte invece c’era come al solito la bolgia infernale di Roma che aiuta a capire meglio nella pellicola la dimensione del racconto che facciamo. Roma qui è intesa come Babilonia del successo, della popolarità, del denaro e della cattiveria. Mi è sembrata giusta la scelta fatta da Pupi Avati di dividere questa storia in due situazioni che rispecchiano bene le intenzioni del regista nella realizzazione della storia”.

Jesolo sempre più è meta fuori stagione per viaggiatori che cercano altro rispetto al turismo di massa estivo. Un perfetto buen retiro per chi cerca benessere fisico e mentale, come il protagonista della pellicola per risalire dagli inferi e riallacciare quel filo sospeso in un tempo mai passato.

È il fenomeno del quiet-cation. Un neologismo che unisce le parole quiet – silenzio e vacation – vacanza.

Immergersi in questi paesaggi fatti di laguna, mare e pineta è un’esperienza che permette di rigenerarsi. La spiaggia di Cortellazzo offre bellezza selvaggia e natura incontaminata, come anche la Laguna del Mort, un’oasi naturalistica imperdibile. Da non sottovalutare anche la posizione strategica che permette di raggiungere in poco tempo Venezia ma anche Treviso, Padova, le colline del prosecco di Valdobbiadene, la riviera del Brenta.