La Lambretta in mostra al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna

C’è stato un tempo in cui bastava accendere un motore e salire su uno scooter per sentirsi liberi. In quell’Italia del dopoguerra che scopriva il viaggio, la modernità e il desiderio di movimento, la Lambretta diventò molto più di un mezzo di trasporto: un simbolo di stile, innovazione e mobilità popolare.

A questo mito delle due ruote è dedicato il nuovo focus espositivo al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. Una mostra, aperta fino al 12 luglio 2026, che racconta la storia tecnica, industriale e culturale, dello scooter prodotto dal 1947 nello stabilimento Innocenti di Lambrate a Milano.

Lo scooter che rivoluzionò la mobilità italiana

La Lambretta nasce dal progetto dell’ingegnere aeronautico Pier Luigi Torre e rappresenta fin da subito una rivoluzione tecnica nel mondo degli scooter.

Il segreto del suo successo sta nella struttura a tubo unico, che assicura una rigidità e una leggerezza superiori rispetto ai telai della concorrenza. A migliorare stabilità e comfort contribuiscono il motore posizionato centralmente e ribassato e la sospensione anteriore a doppio braccio.

Nel corso degli anni l’azienda milanese Innocenti introduce alcune innovazioni destinate a segnare la storia della mobilità su due ruote:

  • l’avviamento elettrico nel 1957
  • il primo freno a disco anteriore nel 1962
  • la miscelazione separata olio-benzina nel 1968
  • l’accensione elettronica nel 1970

Grazie a queste soluzioni la Lambretta si afferma rapidamente come uno degli scooter più avanzati della sua epoca.

Da mezzo di trasporto a fenomeno culturale

Negli anni del boom economico la Lambretta diventa anche un fenomeno sociale e mediatico. Lo scooter è scelto come mezzo ufficiale delle Olimpiadi di Roma 1960 e conquista il grande pubblico attraverso cinema, televisione e pubblicità.

Tra i volti celebri associati al marchio figurano star dello spettacolo come Jayne Mansfield, Totò e Macario, ma anche protagonisti della musica italiana come Adriano Celentano e Giorgio Gaber, insieme al Quartetto Cetra e a Raffaella Carrà.

La passione bolognese per la Lambretta

La mostra “Lambrette a Bologna” nasce dalla collaborazione con collezionisti e appassionati del Lambretta Club Bologna, protagonista negli anni Sessanta di una vivace attività sportiva.

La Squadra Corse del club si distingue in numerose competizioni dedicate agli scooter, con piloti e preparatori di grande talento. Tra questi spiccano Cesarino Bartolini, premiato come “Maestro di scooter” per i successi sul circuito dell’Isola di Man, e Ignazio Di Piazza, capace di affrontare nel 1976 i 4.500 chilometri del raid nel Sahara.

Accanto a loro figurano il velocista Guglielmo Guidi e il meccanico Ernesto Malaguti, autore di innovative modifiche tecniche per le competizioni.

Tra le imprese più leggendarie legate alla Lambretta restano il giro del mondo di Cesare Battaglini, partito dalla concessionaria bolognese CISA e autore di un viaggio di 160.000 chilometri, e le spedizioni verso Capo Nord compiute da Giancarlo Nanni.

I modelli storici esposti

Il percorso espositivo presenta otto modelli di grande interesse tecnico e storico. Tra i pezzi più rari spicca la 125 carenata da Record, di cui esistono solo due esemplari al mondo, insieme al prototipo di un ciclomotore Lambretta 50.

In mostra anche:

  • la Lambretta 125 D Corsa con telaio rinforzato e cambio desmodromico
  • la 125 LD nella versione del 1957 con avviamento elettrico opzionale
  • la 150 D con motore robusto e raffreddamento forzato
  • la 150 Li Seconda Serie, record produttivo con 74 scooter realizzati ogni ora
  • la futuristica LUI 50 CL progettata con lo Studio Bertone
  • la potente 200 DL, tra gli scooter più veloci dell’epoca e dotata di accensione elettronica Ducati

Una vetrina raccoglie inoltre fotografie, coppe, targhe e cimeli legati al mondo Lambretta, insieme a rari modelli giocattolo a molla prodotti tra il 1948 e il 1950.

Visite guidate e attività per il pubblico

Tra le iniziative collegate alla mostra è previsto il percorso guidato “Il sogno delle due ruote”, in programma domenica 26 aprile 2026 alle ore 16.00. L’attività approfondisce il ruolo dell’industria motoristica nella storia della città e il valore simbolico delle due ruote come espressione di libertà, innovazione e identità collettiva.

La visita è inclusa nel biglietto di ingresso al museo e richiede prenotazione entro le ore 13.00 del venerdì precedente.

Un omaggio al Made in Italy

L’esposizione sarà visitabile fino al 12 luglio 2026 ed è inserita nel programma della Giornata nazionale del Made in Italy promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in calendario il 15 aprile 2026 e dedicata alla valorizzazione della creatività e dell’eccellenza industriale italiana.

Informazioni utili

Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123 | 40131 Bologna
Tel. +39 051 6356611

Orari di apertura
Giovedì, venerdì ore 9.00 – 13.00
Sabato, domenica ore 10.00 – 18.30
Pasqua (domenica 5 aprile 2026) ore 10.00 – 19.00
Lunedì dell’Angelo (lunedì 6 aprile 2026) ore 10.00 – 19.00
Festa della Liberazione (sabato 25 aprile 2026) ore 10.00 – 19.00
Festa della Repubblica (martedì 2 giugno 2026) ore 10.00 – 19.00
Chiuso lunedì, martedì, mercoledì

Biglietti
Intero € 5 | ridotto € 3 | ridotto speciale giovani 19 – 25 anni € 2 | gratuito possessori Card Cultura

Le immagini e le fotografie sono state fornite e autorizzate alla pubblicazione dall’ufficio stampa Settore Musei Civici Bologna