La trombosi del viaggiatore: cosa sapere prima di un viaggio lungo

La trombosi del viaggiatore: cosa sapere davvero prima di un viaggio lungo

Chi viaggia spesso lo sa: le ore trascorse immobili in aereo, treno o auto possono lasciare gambe pesanti e caviglie gonfie. Ma dietro questo fastidio si nasconde un rischio più serio, quello della trombosi venosa del viaggiatore, un fenomeno che secondo gli studi può aumentare fino a 2-3 volte dopo viaggi aerei superiori alle quattro ore. Una condizione che non va demonizzata, ma compresa e prevenuta con consapevolezza.

Per questo motivo l’Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) di Verona e l’Aeroporto Catullo hanno lanciato una nuova campagna informativa rivolta ai passeggeri in partenza dallo scalo veronese. Brochure multilingue, un video trasmesso nei totem del Terminal Partenze e materiali scaricabili anche tramite QR code e dal sito dedicato travelersthrombosis-nofear.com offrono ai viaggiatori indicazioni pratiche e scientificamente validate. L’iniziativa nasce dall’esperienza clinica della UOC Medicina Interna B, diretta dalla prof.ssa Simonetta Friso, che da anni segue pazienti con patologie trombotiche e anomalie della coagulazione.

Perché i viaggi lunghi aumentano il rischio

Il principale fattore di rischio è l’immobilità prolungata. Stare seduti per ore, spesso con poco spazio di manovra, rallenta il flusso sanguigno, soprattutto nelle vene delle gambe, favorendo la formazione di coaguli. A questo si aggiungono disidratazione, aria secca e la bassa pressione dell’ossigeno tipica degli aerei, condizioni che possono contribuire a rendere il sangue più denso o irritare i vasi.

Oltre ai fattori legati al viaggio, esistono condizioni personali che aumentano ulteriormente il rischio: età superiore ai 40 anni, obesità, gravidanza e post-partum, utilizzo di contraccettivi orali o terapie ormonali, storia personale o familiare di trombosi, fumo, interventi chirurgici recenti, tumori o malattie croniche come scompenso cardiaco e malattie reumatologiche.

La prevenzione secondo i medici

La buona notizia è che la trombosi del viaggiatore si può prevenire efficacemente adottando comportamenti semplici e alla portata di tutti. I medici dell’équipe veronese hanno sintetizzato i consigli più utili in sette punti chiave:

  1. Muoversi regolarmente: camminare prima dell’imbarco e, quando possibile, anche nei corridoi dell’aereo.
  2. Eseguire esercizi da seduti: flettere caviglie e ginocchia, sollevare le punte dei piedi, muovere le spalle.
  3. Evitare la posizione fissa a 90° delle ginocchia, che ostacola il ritorno venoso.
  4. Idratarsi spesso, escludendo però alcolici e bevande diuretiche.
  5. Non usare sonniferi, che favoriscono l’immobilità.
  6. Indossare abiti comodi, soprattutto per gambe e addome.
  7. Valutare l’uso di calze a compressione graduata solo dopo consulto medico, specie se si rientra nelle categorie a rischio elevato.

Il prof. Nicola Martinelli, coordinatore del gruppo Coagulazione & Trombosi, sottolinea anche un punto cruciale: «Sconsigliamo l’autosomministrazione di anticoagulanti o antiaggreganti, che possono avere effetti collaterali significativi e non sono indicati nella maggior parte dei viaggi. Le semplici misure di mobilizzazione restano il mezzo più efficace per tutti».

Una collaborazione che guarda alla salute dei viaggiatori

L’Aeroporto Catullo ha scelto di sostenere la campagna mettendo a disposizione spazi e canali informativi. «Uno scalo internazionale è un luogo strategico per promuovere cultura della prevenzione», commenta l’amministratrice delegata Alessandra Bonetti, sottolineando il valore pubblico dell’iniziativa.

La campagna nasce dopo l’esperienza della Giornata mondiale della Trombosi, che ha visto un forte interesse da parte dei viaggiatori. Il materiale—tradotto in sette lingue—è stato sviluppato direttamente dai medici e specializzandi della Medicina Interna B, insieme al contributo del S.U.E.M. 118. L’obiettivo è uno: rendere il viaggio più sicuro, soprattutto in un periodo storico in cui sempre più persone si spostano su lunghe rotte intercontinentali.

Viaggiare sicuri: informazione come primo alleato

Conoscere il funzionamento del tromboembolismo venoso—che comprende la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare—aiuta a riconoscere i segnali precoci e intervenire in tempo. E soprattutto permette di affrontare anche i voli lunghi con maggiore serenità.

La trombosi del viaggiatore non deve scoraggiare chi ama muoversi nel mondo: basta seguire poche indicazioni, ascoltare il proprio corpo e rivolgersi al medico quando necessario. Il viaggio rimane un piacere, e la prevenzione il modo migliore per viverlo fino in fondo.


RICAPITOLANDO

Chi deve fare più attenzione

Non tutti i viaggiatori hanno lo stesso livello di rischio. Serve attenzione in più in caso di:

  • obesità
  • età superiore ai 40 anni
  • gravidanza o post-parto
  • uso di pillola anticoncezionale o terapie ormonali
  • familiarità per trombosi
  • fumo
  • recente intervento chirurgico
  • malattie cardiache, oncologiche o reumatologiche

Chi si riconosce in una di queste condizioni dovrebbe parlarne con il medico prima di un volo molto lungo.


Le abitudini che fanno davvero la differenza secondo gli specialisti

1) Muoviti quando puoi

Cammina prima dell’imbarco, sfrutta i corridoi durante il volo e fai micro-passeggiate ogni volta che è consentito. Basta un minuto per riattivare la circolazione.

2) Fai stretching… anche da seduto

Fletti ed estendi piedi, caviglie e ginocchia ogni 20–30 minuti. Evita di tenere le gambe a 90° per troppo tempo.

3) Bevi più acqua, evita alcol e sonniferi

L’idratazione aiuta il sangue a mantenersi fluido. Alcolici e sedativi invece favoriscono sedentarietà e disidratazione.

4) Scegli abiti comodi

Pantaloni elastici, tessuti traspiranti, scarpe morbide. La libertà di movimento è parte della prevenzione.

5) Valuta, solo se serve, le calze a compressione

Possono aiutare molto, ma vanno usate solo dopo parere medico. Non sono per tutti.


Farmaci? Solo su prescrizione e in casi molto specifici

👉 niente autoprescrizioni di anticoagulanti o aspirina.
Gli specialisti ricordano che questi farmaci non sono indicati nella maggior parte dei casi e possono portare effetti collaterali seri. Vengono utilizzati solo per passeggeri con rischi molto elevati e sempre sotto controllo medico.


Viaggiare sicuri significa viaggiare meglio

La prevenzione non deve trasformare il viaggio in un’ansia: anzi, permette di godersi il tragitto sapendo di aver fatto ciò che serve.