L’attenzione della Dia all’interesse della mafia per il turismo

Oltre trenta milioni di euro confiscati alla mafia nel 2025. È un bilancio dell’operatività della Dia diffuso dal colonnello Giuseppe Giulio Leo, capo del Centro operativo di Bari, a margine della presentazione del calendario istituzionale 2026.

Un risultato, quello delle confische definitiva, che, nelle parole del colonnello, conferma la centralità della Dia come “cerniera” tra investigazione territoriale e cooperazione internazionale, soprattutto ora che il fronte criminale si allarga oltre il Mediterraneo. Un fronte su cui l’avanzata delle organizzazioni albanesi non è più una minaccia lontana, ma una presenza strutturata, capace di interlocuzioni dirette con i cartelli sudamericani e con i Paesi produttori di droga.

Il terreno più esposto resta il Mezzogiorno. “Gli interessi delle mafie seguono l’economia”, aggiunge il colonnello. Economia, come vuole la tradizione, prodotta dalle imprese e oggi anche turismo e da tutte le sue attività collaterali.

Quanto al calendario Dia 2026, è stato dedicato alle donne impegnate nel contrasto alle mafie: investigatrici, testimoni di giustizia, giornaliste. “L’idea è mettere al centro la donne – ha sottolineato Leo – Le donne della Dia, certo, ma anche tutte quelle che parlano per chi non ha voce, che raccontano la criminalità dove si sente più vicina, più concreta». Un omaggio che diventa anche un monito: la lotta alle mafie è fatta di numeri e operazioni, ma vive soprattutto attraverso chi continua a illuminarne le zone d’ombra.
Di seguito l’approfondimento con il colonnello Leo al rapporto mafia-turismo