
Roma, Napoli e Ischia. Sono le città del cuore per Lina Sastri a Bari in occasione del Bif&st 2026 presente al festival con due opere: il cortometraggio “La Mancanza”, da lei scritto e diretto, e il film di Pupi Avati “Nel tepore del ballo”.
Un talento straordinario che ha in sé la luce crepuscolare di Napoli, ma anche la sua passione, piena di contrasti e di vite che, però accoglie.
“Come attori, facciamo un tipo di vita in cui non siamo mai nello stesso posto più di tre giorni”, ha dichiarato a valigiamo.it. “Ho tre luoghi nella mia vita: uno è la mia casa di Roma, stanziale, dove hai un po’ di tranquillità e di benessere, ma troppo grande e dove è difficile vedersi. Napoli, invece, è un’esplosione di colori, di energia. Ho una casa ai Quartieri Spagnoli ed è quella dove ho girato “La Casa di Ninetta” che presi per mia madre. A Napoli non ti senti mai solo perché hai sempre gente intorno, basta scendere e fare due passi. Lì c’è vita, energia, brillantezza, vivacità. Poi c’è Ischia che per me è importantissima, perché è un’isola, perché c’è il mare, perché mi sento libera totalmente e felice“.
Cosa porta un’attrice in valigia?
Le faccio da quarant’anni e ancora non le so fare! Mi porto tutto. Quando parto voglio portarmi tutte le cose inutili. Quando sto ferma non mi servono, però quando parto mi dico: “Beh, però, potrebbe servire”, per cui non so fare la valigia giusta, mai. Ho sempre quattro cose in più inutili che portano peso. Cinquanta possibilità, sono un po’ come Totò che va a Milano io con le valigie.
Le piace viaggiare?
No, non mi piace.
Ma c’è un luogo dove le piacerebbe andare?
Sì, sicuramente in India. In Spagna sono stata solo a Madrid, ma mi piacerebbe fare un giro per conoscerla di più. E poi devo dire in Brasile, perché lì è morto mio padre, ho due fratelli che non ho mai conosciuto e magari li incontrerei.