Nuove regole per gli affitti brevi in Puglia

In Puglia i proprietari e i gestori delle locazioni turistiche brevi dovranno fare i conti con le modifiche della legge regionale 49 del 1 dicembre 2017. Modifiche che, al momento, riguardano solo chi opera in Puglia e che vanno dall’obbligo di presentazione della Scia al Comune, per chi lavora a livello imprenditoriale, o della Cia per quanti affittano gli immobili ai turisti a livello familiare. Ma non è così semplice come appare.

In soldoni, i proprietari di seconde case, dovranno presentare ai Comuni le certificazioni dell’impianto elettrico, della pozza Imhoff dove presente, e i documenti relativi all’agibilità e abitabilità. Inoltre, dovrà essere stipulata una polizza assicurativa per i rischi derivanti dalla responsabilità civile verso i clienti, commisurata alla capacità ricettiva.

Va da sé che se le certificazioni delle pozze Imhoff o dell’impianto elettrico hanno 20 anni, o nessuno si è mai preoccupato di chiederle o di conservare le carte in modo sicuro, è tutto da rifare con un significativo dispendio di danaro e tempo.

Insomma, il gioco potrebbe non valere la candela e in tanti potrebbero decidere di chiudere le seconde case per sempre riducendo, di fatto, la capacità ricettiva turistica del territorio. Di fatto, questa è la prima grana seria per la neo assessora regionale al turismo, Graziamaria Starace. Sembra, infatti, che le associazioni che rappresentano la categoria delle Lt e degli extralberghieri vogliano chiedere all’assessora un incontro urgente e alcuni partiti politici potrebbero dare vita addirittura a class action.

“Con questa norma regionale in vigore, un piccolo proprietario che gestisce un solo appartamento per pochi mesi all’anno viene equiparato a una struttura ricettiva per la Regione, mentre per lo Stato continua ad essere considerato “non imprenditore”, commenta Giuseppe Muscio, segretario provinciale del Partito Liberaldemocratico Bari.

“Anche ai piccoli proprietari – prosegue – vengono imposti oneri sproporzionati rispetto alla natura dell’attività; i Comuni chiederanno una TARI come fossero alberghi a tutte quelle locazioni non imprenditoriali semmai attive per pochi mesi all’anno. E chi non si adegua, rischia una sanzione fino a 10.000 euro. E’ questa l’idea di turismo che ha la Regione Puglia? È un errore grave, in contraddizione con la narrazione di una volontà politica, confermata subito dopo il suo insediamento anche dalla neo assessora al Turismo Graziamaria Starace, che scarica sui piccoli proprietari il costo di una scelta normativa sbagliata effettuata dalla precedente amministrazione di Michele Emiliano”.

Infine, conclude Muscio: “Rivolgiamo un appello alla Regione Puglia affinché intervenga rapidamente per eliminare questa norma, ristabilendo una distinzione chiara e netta tra attività imprenditoriali e locazioni turistiche non imprenditoriali, come previsto dalla normativa statale. La libertà di disporre della propria casa non può essere trasformata, per via coatta, in un’attività d’impresa forzata che di fatto porterà alla chiusura di migliaia di locazioni non imprenditoriali che non avranno possibilità di sostenere i costi emergenti da questa impostazione illiberale, sproporzionata e liberticida”.

Le nuove regole, punto per punto

Le nuove norme si applicano a:

  • locazioni turistiche;
  • locazioni brevi (art. 4 d.l. 50/2017);
  • strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere.

Le locazioni turistiche non possono offrire servizi aggiuntivi: sono ammessi solo biancheria e pulizia a ogni cambio cliente.

Quando l’attività è imprenditoriale

L’attività si considera imprenditoriale automaticamente se:

  • vengono locati più di 4 appartamenti nello stesso periodo d’imposta.

SCIA o CIA: obblighi amministrativi

Forma imprenditoriale → obbligo di SCIA al SUAP del Comune.

Forma non imprenditoriale → obbligo di CIA (Comunicazione di inizio attività).

I Comuni utilizzano modulistica unificata regionale.

Elenchi comunali e controlli

Ogni Comune crea un elenco ufficiale dei locatori turistici.

Possibili sopralluoghi per verificare i requisiti.

SCIA, CIA e provvedimenti vengono trasmessi a Pugliapromozione.

Obblighi per tutti i locatori (imprenditoriali e non)

Chi affitta deve:

  • rispettare le norme fiscali e di sicurezza;
  • comunicare i dati turistici tramite SPOT;
  • denunciare gli ospiti alla Pubblica sicurezza;
  • riscuotere e versare la tassa di soggiorno, se prevista;
  • stipulare una polizza assicurativa RC verso i clienti, commisurata alla capacità ricettiva.

Codice Identificativo Regionale (CIR)

È istituita la Banca dati regionale delle strutture e locazioni turistiche.

Il CIR è obbligatorio ed è necessario per ottenere il CIN nazionale.

La banca dati regionale è interoperabile con quella nazionale (BDSR).

Sanzioni principali

Senza CIN: multa da 800 a 8.000 euro.

CIN non esposto o non indicato negli annunci:
da 500 a 5.000 euro + rimozione immediata dell’annuncio.

Annuncio non rimosso:
diffida → sospensione dell’attività per 30 giorni.

Attività imprenditoriale senza SCIA:
multa da 2.000 a 10.000 euro per ogni immobile + chiusura immediata.

Attività non imprenditoriale senza CIA:
multa da 500 a 2.500 euro per immobile.

Immobili senza requisiti di sicurezza:
sanzioni fino a 6.000 euro per violazione.

Gli effetti della normativa

controlli più stringenti,

tracciabilità totale delle locazioni brevi,

sanzioni elevate e sospensione dell’attività per chi non si adegua.