
Nel cuore dei Monti Dauni, Orsara di Puglia si conferma laboratorio culturale capace di unire tradizione e contemporaneità. Lo storico Palazzo De Gregorio ha ospitato il primo Simposio “Io sono il Fuoco”, una rassegna di arte contemporanea che ha saputo coinvolgere pubblico e critica, rafforzando il ruolo del borgo come destinazione di turismo culturale in Puglia.
Un progetto che intreccia arte, memoria e identità territoriale, trasformando un simbolo profondamente radicato nella storia locale in una narrazione artistica aperta al futuro.
Il fuoco come simbolo identitario e linguaggio artistico
Il tema del fuoco, elemento centrale della rassegna, rappresenta da secoli l’anima di Orsara di Puglia ed è legato al celebre rito dei Fucacoste e Cocce Priatorje, una delle tradizioni più suggestive dell’Appennino Dauno. Nel Simposio, il fuoco diventa metafora di rinascita, trasformazione e memoria collettiva, reinterpretata attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.
La mostra “Io sono il Fuoco” propone una rilettura culturale della tradizione, capace di dialogare con il presente e di creare nuove connessioni tra patrimonio immateriale e sperimentazione artistica.
Un progetto culturale condiviso
Il Simposio ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo ecclesiastico e di importanti realtà culturali e professionali, sottolineando il valore di un progetto costruito in rete. Gli interventi tecnici hanno approfondito il ruolo delle residenze d’artista, delle politiche culturali e della critica d’arte nella valorizzazione dei piccoli centri.
La serata si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco Mario Simonelli, della delegata alla Cultura Concetta Terlizzi, del parroco don Danilo Zoila, del presidente dell’Ordine degli Architetti di Foggia Tiziano Bibbò e del presidente della società cooperativa A.T.S. Monte Maggiore, Ugo Fragassi, main sponsor dell’evento.
A seguire, il Simposio ha ospitato gli interventi tecnici di Patrizio De Michele, curatore delle Residenze d’Artista, di Alfredo de Biase del Ministero della Cultura, e del professor Pasquale Lettieri, critico d’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che ha anche curato l’intero progetto.
La curatela del progetto ha puntato su un approccio che mette al centro il dialogo tra artisti, territorio e comunità, facendo di Orsara di Puglia un esempio virtuoso di rigenerazione culturale.
Orsara di Puglia, destinazione di turismo culturale
L’iniziativa rappresenta un tassello importante nella strategia di sviluppo del borgo, dimostrando come l’arte contemporanea possa diventare motore di identità, attrattività turistica e crescita sostenibile. Nei Monti Dauni, lontano dai grandi flussi, Orsara si propone come meta ideale per chi cerca esperienze autentiche, capaci di unire cultura, tradizioni e paesaggi dell’entroterra pugliese.
Un esempio concreto di come i piccoli borghi dell’Appennino Dauno possano reinventarsi, trasformando la memoria in energia creativa e il patrimonio culturale in risorsa per il futuro.