Ospitalità extralberghiera, fronte europeo dei piccoli proprietari

Nel contesto delle profonde trasformazioni che stanno interessando il settore dell’ospitalità in Europa, le associazioni rappresentative dei piccoli proprietari e dei gestori extralberghieri hanno avviato un’iniziativa di coordinamento a livello internazionale. L’obiettivo è affrontare in modo condiviso l’impatto delle nuove normative sul turismo e sulla ricettività diffusa, sempre più al centro del dibattito europeo.

Il primo incontro si è svolto a Madrid martedì 20 gennaio, in concomitanza con la Fiera Internazionale del Turismo, e ha visto la partecipazione delle principali associazioni di categoria di Italia, Spagna, Germania e Portogallo, riunite per delineare una strategia comune di tutela del settore.

Un’alleanza europea per l’ospitalità diffusa

All’incontro hanno preso parte:

  • la federazione spagnola FAPAVAT (Federación de Asociaciones de Propietarios de Alquileres Vacacionales y Temporales),
  • l’associazione tedesca Verband der Eigentümer von Ferienwohnungen und Ferienhäusern e.V.,
  • la portoghese ALPN – Alojamento Local Porto e Norte.

L’obiettivo condiviso è quello di unire le forze a livello europeo per difendere la figura del piccolo proprietario e del gestore extralberghiero, considerati l’origine del modello di ospitalità diffusa che caratterizza molte destinazioni urbane e territoriali del continente.

Secondo le associazioni coinvolte, questo modello è oggi messo in difficoltà da normative europee, nazionali e locali che, pur dichiarando di rispondere all’emergenza abitativa, finiscono per favorire grandi gruppi immobiliari e investitori istituzionali.

Normative restrittive e concentrazione del mercato

“Il problema che affrontiamo è comune in tutta Europa”, ha dichiarato Elia Rosciano, presidente di FARE. Secondo Rosciano, le normative in discussione o già applicate in diversi Paesi rischiano di espellere dal mercato i piccoli operatori, concentrando l’offerta turistica nelle mani di pochi soggetti.

Durante l’incontro è stato citato il caso di Madrid come esempio emblematico: la normativa locale consente oggi l’apertura di locazioni turistiche solo a chi possiede l’intero edificio, escludendo di fatto i singoli proprietari. Una condizione che, secondo le associazioni, può essere sostenuta solo da grandi capitali e fondi di investimento.

Politiche simili, viene sottolineato, stanno emergendo anche in altre città europee, da Roma a Bologna, fino a Firenze e a diverse aree della Toscana, con effetti comparabili sul tessuto dell’ospitalità diffusa.

Il ruolo dei piccoli proprietari nelle città turistiche

Nel comunicato congiunto diffuso al termine dell’incontro, le associazioni evidenziano come i piccoli proprietari e i gestori extralberghieri svolgano un ruolo chiave nel mantenere vitali i centri storici e le comunità locali.

Secondo FARE, questi operatori:

  • mettono a reddito immobili di famiglia,
  • contribuiscono a contrastare lo spopolamento urbano,
  • favoriscono una distribuzione più equilibrata del valore economico generato dal turismo.

Le associazioni contestano inoltre la narrazione che collega automaticamente l’extralberghiero alla gentrificazione, sottolineando come, nei contesti dove le locazioni turistiche dei piccoli proprietari vengono vietate, continuino invece a essere autorizzate nuove strutture alberghiere o grandi complessi turistici.

Verso un’azione coordinata a livello europeo

Nel corso dell’incontro di Madrid sono state definite le prime azioni comuni da portare avanti in sede europea. L’obiettivo è ottenere una distinzione normativa chiara tra grandi gruppi immobiliari e cittadini che offrono ospitalità in modo diffuso, responsabile e integrato nel territorio.

Un percorso condiviso che punta a riequilibrare il mercato turistico, tutelare i diritti dei piccoli operatori e preservare un modello di accoglienza considerato più sostenibile e radicato nelle comunità locali.