
Il ritorno delle prenotazioni sotto data e la polarizzazione della domanda turistica è un fenomeno chiaro e pervasivo che viene dal passato. Secondo gli ultimi dati, nel turismo di assiste a un ritorno in grande stile delle prenotazioni “sotto data”: last minute, addirittura last second, stando a ciò che viene riferito dalle agenzie di viaggio tradizionali.
Una percentuale sempre più rilevante di viaggiatori si rivolge al proprio agente di fiducia solo poche settimane prima della data ipotizzata per la partenza, trasformando ogni dinamica di gestione delle vendite.
La tendenza si è consolidata nei mercati chiave in Europa come Italia, Francia e Germania ed in modo significativo nella Penisola iberica, Spagna e Portogallo, e ora nei mercati nordamericani: Stati Uniti e Canada.
In Spagna e Portogallo, rispetto a un rallentamento registrato tra marzo e aprile, in special modo sui pacchetti a lungo raggio, è seguita una decisa ripresa subito dopo il periodo pasquale, culminata in un picco d’incassi nell’ultima settimana di luglio. Il presidente ad interim della Ceav, Confederación española de agencias de viajes, ha stimato che una quota compresa tra il 20% e il 30% dei turisti spagnoli attende ormai l’ultimo momento utile per prenotare.
Sull’altra sponda dell’Atlantico, le agenzie statunitensi e canadesi riportano una dinamica analoga: i consulenti intervistati da Travel weekly segnalano un netto incremento delle richieste per viaggi con partenza prevista entro un intervallo compreso tra due e quattro settimane, con un aumento del 30% nelle richieste sotto data rispetto ai volumi medi storici del luxury.
Le motivazioni del comportamento tardivo sono in prevalenza legate incertezza e flessibilità di ferie lavorative o impegni familiari e alla speranza di intercettare offerte promozionali convenienti all’ultimo minuto.
Ma emerge un fenomeno strutturale comune: la polarizzazione della domanda. Da un lato, i viaggiatori “sotto data” che decidono all’ultimo minuto: dalle 2 alle 4 settimane prima. Dall’altro, i cosiddetti advance bookers estremi: un blocco solido di clienti che pianifica e blinda le proprie vacanze con grandissimo anticipo, prenotando già per il 2027 o il 2028.
Criticità, rischi e falsi miti del last minute
Nonostante il ritorno delle prenotazioni sotto data, sia le associazioni di categoria sia le agenzie mettono in guardia i clienti sui rischi operativi ed economici di questa scelta:
Saturazione e scarsa disponibilità: l’elevato tasso di occupazione di voli, hotel e resort nelle destinazioni più richieste riduce enormemente le alternative disponibili. In Spagna, per i mesi centrali di luglio e agosto, l’offerta per le vacanze familiari risulta fortemente contingentata.
Esaurimento delle strutture di pregio: per periodi di picco come Natale, Capodanno o la stagione sciistica, chi prenota tardi deve spesso adattarsi a destinazioni secondarie o itinerari modificati.3. Falso mito della convenienza: Aspettare l’ultimo minuto non garantisce tariffe inferiori. A fronte di rare offerte puntuali, la scarsità di inventario tende al contrario a far salire i prezzi, soprattutto sui voli, motivo per cui le agenzie continuano a raccomandare l’early booking, specialmente in presenza di date rigide o esigenze specifiche.
Vendite tardive e trasformazione dei calendari turistici
Il fenomeno delle vendite tardive sta contribuendo a una trasformazione dei calendari turistici.
Si assiste a una crescita della domanda a settembre, quindi ai primi segnali costanti di destagionalizzazione? Nel Mediterraneo settembre guadagna una quota di mercato fondamentale, scelto da chi cerca prezzi moderati, mete meno affollate e un clima meno afoso.
Ottobre, invece, diventa un mese chiave per i viaggi a medio e lungo raggio, sostenuto anche dalla forte ripresa dei viaggi d’affari i corporate travel, e del settore Mice, meetings, incentives, conferences ed exhibitions, quindi eventi, congressi e incentivi, operativi soprattutto al di fuori dei mesi estivi tradizionali.
Polarizzazione della domanda turistica
Infine, è corretto sostenere che la domanda turistica si stia polarizzando. Come abbiamo visto, i comportamenti di prenotazione si stanno concentrando su due estremi: da un lato cresce il numero di viaggiatori che acquistano sotto data, dall’altro si consolida la quota di clienti che prenota con uno o più anni di anticipo. Si assottiglia invece la fascia intermedia di chi programmava le vacanze con alcuni mesi di anticipo e questo non consente, soprattutto ai piccoli imprenditori del turismo, alcun tipo di pianificazione a livello di incassi e investimenti.