Puglia e affitti brevi, novità e impatto su turismo e case

La Puglia si prepara alla nuova stagione turistica con un tema ormai centrale nel dibattito nazionale: la regolamentazione delle locazioni turistiche e degli affitti brevi. In Regione è stato convocato il 31 marzo il partenariato per analizzare una proposta normativa che punta a governare un settore cresciuto rapidamente negli ultimi anni, tra opportunità economiche e criticità sociali. L’obiettivo dichiarato non è frenare il turismo, ma accompagnarne l’evoluzione con strumenti capaci di riequilibrare il rapporto tra ospitalità e vita quotidiana dei residenti.

Il modello di riferimento è quello già adottato in Toscana, ritenuto solido anche dopo il vaglio della Corte Costituzionale. La proposta pugliese prevede un cappello normativo entro cui i Comuni potranno muoversi in autonomia, introducendo eventuali limiti quantitativi o qualitativi in base alle specificità territoriali. Un passaggio chiave riguarda proprio il ruolo dei sindaci, chiamati a scrivere regolamenti locali e a gestire la fase transitoria. L’obiettivo è duplice: garantire ordine nel comparto e rendere nuovamente competitivo il mercato degli affitti a lungo termine.

A ribadire la necessità di equilibrio è stato il presidente della Regione, Antonio Decaro, presente al tavolo di confronto con gli addetti ai lavori assieme all’assessora al Turismo, Graziamaria Starace, e all’assessora Politiche per l’accesso alla casa e l’abitare, Marina Leuzzi. Durante il suo intervento, Decaro ha escluso qualsiasi approccio ideologico. Per il governatore della Puglia, il turismo ha fin qui contribuito in modo decisivo alla riqualificazione urbana, ma in alcune aree e in determinati periodi può essere necessario intervenire per gestire esigenze contrastanti. Un incontro servito per illustrare lo schema del disegno di legge in materia di Turismo e locazioni brevi – composto da 9 articoli – che sarà a breve presentato in Consiglio.

Cosa è successo negli anni

Accanto alle forme di ricettività tradizionale, alberghiera o extralberghiera, in Puglia, come in tutte le altre regioni d’Italia, in tanti hanno scelto di destinare le seconde case all’accoglienza turistica breve. I motivi sono plurimi: disoccupazione, sostegno al reddito familiare, fonte di ricavi per mantenere i figli all’università, introiti utili per pagare il mutuo sulla prima casa. Ciò che spesso sfugge è che la provenienza delle seconde case è giunta ai proprietari attuali attraverso l’asse ereditario e l’affitto breve rappresenta il mezzo per mantenere in salute la disponibilità dell’immobile nel tempo.

Secondo la Regione Puglia, l’incontro tra la domanda e l’offerta di locazioni turistiche ha «assunto dimensioni rilevanti, contribuendo così alla vitalità economica dei territori di molti comuni pugliesi», calcolando che siano 44.883 gli immobili attivi destinati all’accoglienza turistica registrati nella banca dati regionale, al momento in cui il dato è stato estrapolato: si suppone a fine 2025.

Ma ciò che è emerso da un’analisi fatta da Aep, l’associazione che riunisce gli extralberghieri di Puglia, è che la maggior parte delle locazioni turistiche è di piccola scala confermando che siano a gestione non imprenditoriale: segno di un’economia diffusa che coinvolge famiglie e piccoli proprietari.

Overtourism e il nodo dei centri storici

Nel dibattito entra con forza la voce di tutti gli operatori del comparto e va detto subito: ognuno tira acqua al suo mulino. Per Aep, che rappresenta una larga fetta di extralberghieri su scala regionale, la nuova regolamentazione può diventare uno strumento utile per tutelare sia il patrimonio turistico sia la residenzialità. Ma, all’interno delle associazioni di categoria, resta aperta una domanda cruciale: esiste davvero un problema di overtourism in Puglia? A dire degli addetti ai lavori, sembra di no.

I dati poi suggeriscono di focalizzare l’attenzione su un altro aspetto. Nonostante la crescita delle locazioni turistiche, il numero di immobili sfitti resta significativo. Ma il progressivo svuotamento dei centri storici non è un fenomeno recente né strettamente legato al turismo. Già decenni fa molte abitazioni risultavano vuote o bisognose di importanti ristrutturazioni, spesso poco adatte alle esigenze contemporanee: assenza di ascensori, difficoltà di parcheggio, distanza dai servizi essenziali. E i proprietari si sono trasferiti in condomini moderni: maggiore comfort, maggiori servizi, vendendo le abitazioni antiche.

Oggi, più che un’invasione turistica, emerge una trasformazione funzionale degli spazi urbani. Gli affitti brevi hanno reso economicamente sostenibili immobili che altrimenti sarebbero rimasti inutilizzati. Ma questo a qualcuno sfugge. Si narra di tensioni nei condomini e nei quartieri più centrali dove la convivenza tra residenti e flussi turistici è diventata delicata. Ma parlando poi con i residenti si scopre che la presenza dei turisti per strada rende vivace la città e aumenta la percezione di sicurezza in zone, anche centrali, ormai desertificate a causa della chiusura di numerose attività commerciali – complice la concorrenza dei centri commerciali – e della trasformazione dei negozi improduttivi in autorimesse. Scelte che hanno fatto precipitare nel buio pesto strade una volta animate dalle luci delle vetrine e dal passeggio tipico dello shopping cittadino.

Ma tutto ciò sembra secondario e alcune associazioni di categoria chiedono maggiori controlli nei centri storici per combattere il nero e la concorrenza sleale, leve fiscali per incentivare gli affitti lunghi e, in alcuni casi, l’obbligo di cambio di destinazione d’uso per chi supera determinate soglie annuali di locazione.

La sfida per la Puglia, dunque, è trovare un punto di equilibrio. Non si tratta di riportare indietro le lancette, né di immaginare un ritorno massiccio dei residenti nei centri storici, ma di costruire un modello sostenibile, capace di coniugare turismo di qualità, vivibilità urbana e valorizzazione del patrimonio edilizio. Ma anche di tutela dei proprietari delle seconde case che affittano per necessità combattendo una crisi economica senza precedenti.

L’ELENCO COMPLETO DEGLI INVITATI AL PARTERNARIATO

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CONFINDUSTRIA PUGLIA

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CGIL PUGLIA

CISAL PUGLIA

CISL PUGLIA

UIL PUGLIA

A.E.P. ASSOCIAZIONI EXTRA ALBERGHIERE PUGLIA

A.E.T.B.

FEDERALBERGHI PUGLIA

APPC – Associazione Piccoli Proprietari Case

ASSOCASA

ASPPI – Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari

CONFABITARE

CONFEDELIZIA

UNIONCASA – Associazione Proprietari Immobiliari

U.P.P.I. – Unione Piccoli Proprietari Immobiliari