
Cinema e serie tv hanno un impatto sempre più forte sulle scelte di viaggio. Le location viste sul grande e piccolo schermo diventano mete turistiche capaci di attirare visitatori curiosi di scoprire dal vivo i luoghi dei propri film preferiti. È il fenomeno del turismo cinematografico, che negli ultimi anni ha contribuito a valorizzare molte destinazioni italiane. Tra queste spicca la Puglia, sempre più richiesta come set audiovisivo internazionale e protagonista anche della 17ª edizione del Bif&st – Bari International Film&Tv Festival, a Bari dal 21 al 28 marzo.

Al festival, in programma a Bari, saranno presentate diciannove produzioni sostenute dalla Apulia Film Commission, fondazione che negli ultimi anni ha trasformato la regione in uno dei poli più dinamici del cinema italiano. Film, serie tv, documentari e cortometraggi raccontano una Puglia capace di essere allo stesso tempo luogo identitario e set trasformista, grazie alla varietà dei suoi paesaggi: dalle città storiche alle coste adriatiche, fino alle architetture urbane contemporanee.
Tra i titoli più attesi spiccano due importanti produzioni seriali che mostrano le diverse possibilità narrative del territorio. “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”, con Alessandro Gassmann, tratta dai romanzi dello scrittore barese Gianrico Carofiglio, è profondamente radicata nella città di Bari. Qui il capoluogo pugliese diventa protagonista delle vicende dell’avvocato Guido Guerrieri, contribuendo a rafforzare l’immagine della città come destinazione urbana ricca di storia e atmosfera mediterranea.
Diversa, ma complementare, è l’operazione della serie internazionale “Un prophète”, diretta da Enrico Maria Artale e girata interamente in Puglia. Nella finzione la storia è ambientata a Marsiglia, ma molte scene sono state realizzate nel territorio pugliese. L’interno del carcere francese, ad esempio, è stato ricostruito presso il CIASU di Fasano, dimostrando come la regione sia in grado di trasformarsi in altri luoghi del Mediterraneo e di ospitare produzioni internazionali complesse.
Accanto alla serialità televisiva, il Bif&st propone anche film e opere che raccontano storie legate al territorio. Tra queste “Vita mia” del regista Edoardo Winspeare, ambientato nel Salento e interpretato da Dominique Sanda e Celeste Casciaro. Il film mette al centro l’incontro tra un’anziana duchessa transilvana trasferitasi nel Sud Italia e una donna salentina che si prende cura di lei, intrecciando identità culturale, memoria europea e paesaggi del Mezzogiorno.
Sempre a Bari è ambientato “Cattiva strada” di Davide Angiuli, storia intensa che racconta il percorso di crescita di un giovane costretto ad affrontare responsabilità troppo grandi, in un contesto urbano fatto di luci e ombre.
Il festival dedica ampio spazio anche al documentario. Tra i titoli presenti “Santi e vampiri” di Serena Porta, viaggio tra folklore, religione e credenze popolari italiane, e “Sea Sisters” di Brunella Filì, che racconta due storie di emancipazione femminile legate al mare, tra il Sud Italia e il Mare Artico.
Non manca infine l’omaggio alla memoria del cinema italiano con il documentario “Lino d’Italia – Storia di un itALIENO” di Marco Spagnoli, dedicato all’attore pugliese Lino Banfi, e con la proiezione de “La stazione”, film d’esordio del regista Sergio Rubini, interpretato insieme a Ennio Fantastichini e Margherita Buy.
Con questa ampia selezione di opere, il Bif&st conferma il ruolo strategico della Puglia nel panorama audiovisivo europeo. Un risultato che ha ricadute dirette anche sul turismo: film e serie tv continuano infatti a trasformare le location cinematografiche in nuove destinazioni di viaggio, rafforzando l’attrattività della regione e raccontandone l’identità a un pubblico internazionale.