
Per un artista come Anthony Flowish (al secolo Antonio Fascicolo, nato e cresciuto a Bari), fotografo fine art e artista visivo, la cui tecnica fa perno sul “mosso” – per rappresentare il flusso vitale e la luce che anima i soggetti immortalati dal suo obiettivo – non poteva che essere fatale l’incontro con San Nicola: il Santo che “tene l’arteteca”, il Santo in perenne movimento, quello che non sta mai fermo, la cui andatura in processione – nel riprodurre l’incedere in barca – è diventata un cult della tradizione levantina.
Il Museo Nicolaiano, Accademia Cittadella Nicolaiana, ospita fino al 28 giugno 2026, la sua mostra fotografica “Flusso di Fede e Umanità – SAN NICOLA”: 31 opere fotografiche artistiche (una per ogni 2 marinai protagonisti della spedizione per l’iconica traslazione) in grande formato, che esplorano la relazione tra spiritualità, ritualità e vita urbana, restituendo uno sguardo intenso e contemporaneo su uno dei momenti più identitari della città di Bari: la festa del Santo Patrono arrivato nel 1087 da Mira (Turchia).
Il progetto nasce dall’immersione dell’autore nelle strade del Borgo Antico e in quelle più moderne e commerciali del capoluogo pugliese, durante le celebrazioni nicolaiane, dove il sacro e il quotidiano si fondono in un flusso continuo e senza sosta di tradizione, devozione e spontaneità popolare. Strade che l’artista attraversa idealmente “in bus o in metro”, provando a cogliere una dimensione di solito sfuggente del pathos senza confini diffuso tra i devoti e cercando di rendere percepibile le emozioni e le suggestioni, che nelle invocazioni di ognuno rendono unica e collettiva una liturgia articolata, multietnica e particolarmente animata.

Un percorso controcorrente, per integrare i lavori nel contesto storico del Museo Nicolaiano, che porta il fotografo artistico Flowish a usare i tempi del suo obiettivo come una sorta di pennello: per “dare l’impressione” di esaltare non solo la forza carismatica del Santo, ma anche l’esercizio speculare nella ricerca di dare dinamismo al fermo immagine di una foto. In pratica, il rilancio di una sfida “al contrario” con chi – a suo tempo – cercò sulla tela di reagire all’avvento del dagherrotipo.
Visitare la mostra, scoprendo i tesori del Museo Nicolaiano di Bari, diventa così un’esperienza immersiva ed evocativa, che invita lo spettatore a rallentare, osservare e riscoprire la dimensione più autentica del rito: attraverso il fluire di luce e sentimento devozionale, nella sintesi senza tempo che fa dell’accoglienza l’elemento più identitario della comunità locale.
Un modo più che singolare di lasciarsi prendere dal ritmo danzante del santo moresco, diventato “patrono” di una città inimmaginata, sostituendo un Catapano e prendendone persino il posto nella piazza della Basilica a lui dedicata: vera e propria gomena, salda e possente, per mantenere vivo un dialogo messo a dura prova da scismi e concili, capace di assumere la dimensione caleidoscopica e simmetrica nelle 36 pose del quadro di Antonio Fascicolo, che ne accentua la peculiarità ‘plurale’ di una devozione senza confini.
La mostra è visitabile: tutti i giorni, ore 10:00 – 18:00, fino al 28 giugno 2026 al Museo Nicolaiano –
Bari Vecchia (Largo Papa Urbano II).
Ingresso: Gratuito.