Stelvio, non è mai troppo tardi per farsi sorprendere

All’ombra delle vette dello Stelvio, la fine dell’estate è solo l’inizio di una nuova immensa scoperta.

C’è un momento speciale, alle soglie dell’autunno, in cui la montagna ritrova il suo silenzio solenne. Le folle estive sfollano, l’aria si fa nitida come cristallo e i sentieri tornano a respirare. È questo il tempo perfetto per risalire la Valle di Fraele, a Valdidentro, alzare lo sguardo verso le pareti di dolomia che sovrastano il Parco Nazionale dello Stelvio e compiere un viaggio vertiginoso nel tempo: un tuffo all’indietro di 210 milioni di anni. Lì dove oggi svettano cime maestose e valli alpine, nel Triassico Superiore si estendeva tutt’altro paesaggio: una distesa di mari caldi e bassi, piane costiere e lussureggianti foreste tropicali.giardino di pietra sospeso nel tempo

Un giardino di pietra sospeso nel tempo

Quello che i ricercatori hanno ribattezzato il “Triassic Park dello Stelvio” non è soltanto il sito di impronte fossili più esteso delle Alpi, ma uno dei giacimenti più ricchi ed emozionanti dell’intero pianeta.

La sua scoperta sa quasi di romanzo: nel 2025, il fotografo naturalista Elio Della Ferrera, durante un’escursione, notò strane depressioni perfettamente allineate lungo le scogliere di dolomia sulle Cime di Plator e Cima Doscopa. Ciò che si è rivelato agli occhi degli esperti è imponente: cinque chilometri di parete rocciosa, oltre 30 affioramenti e una densità incredibile di tracce (fino a 6 orme per metro quadrato), per un totale stimato in decine di migliaia di impronte.

Ma chi erano i padroni di questo paradiso tropicale? Erano i prosauropodi: imponenti erbivori dal collo lungo — antenati del celebre “Brontosauro” — alti fino a 10 metri e dal peso di 4 tonnellate. Camminando in branchi sulle antiche spiagge fangose, hanno impresso i loro passi con una tale nitidezza che ancora oggi, dopo che i movimenti tettonici hanno sollevato quei fondali trasformandoli in pareti verticali, è possibile distinguere chiaramente la sagoma delle dita e l’affilatura degli artigli.

Questo tesoro fa della Valle di Fraele il più grande giacimento europeo di orme del Triassico, collocandolo ufficialmente tra le grandi meraviglie paleontologiche mondiali; grazie al progetto scientifico Paleo Stelvio, condotto dalla Soprintendenza in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano, il Muse di Trento, l’Università di Milano e il Parco dello Stelvio.

Le orme

Le orme sanno mantenere il loro fascino discreto: impresse su pareti rocciose inaccessibili, si lasciano ammirare dal basso, nella suggestiva “Valle dei Dinosauri” che costeggia i Laghi di Cancano. E settembre è il mese d’oro. Il sole più basso e la luce radente del tardo pomeriggio mettono in risalto i micro-rilievi della roccia, facendo affiorare i dettagli delle impronte come per magia.

La bellezza del Triassic Park è che si inserisce in un mosaico storico e naturale unico al mondo. Bormio, situata a meno di tre ore da Milano, è un vero e proprio archivio verticale delle ere:

  • A 3.000 metri: I ghiacciai di Punta Segnale custodiscono i petroglifi (incisioni rupestri) più alti d’Europa.

  • Lungo i crinali: I sentieri dello Stelvio Historical Trek ripercorrono le trincee della Prima Guerra Mondiale.

  • Nelle vallate: Una natura viva, casa di centinaia di specie animali e vegetali protette.

    Per vivere l’esperienza al meglio:
  • Con lo sguardo tra le rocce: Basta dotarsi di un buon cannocchiale o binocolo lungo i punti di osservazione dedicati.
  • In sella (e-MTB): Il tour ad anello Bormio–Boscopiano–Cancano regala viste panoramiche sulle Cime di Plator, attraversando le storiche Torri di Fraele. È possibile noleggiare e-bike o bici muscolari all’ingresso dei laghi fino al 30 settembre.
  • Come arrivare: In bus di linea (Perego) fino al 4 settembre, o successivamente in auto (con ticket di 5,00 €). Il 28 e 29 agosto il Parco organizza anche speciali escursioni guidate.

Settembre, quindi, offre l’opportunità per lasciarsi sorprendere perché all’ombra delle vette dello Stelvio, la fine dell’estate è solo l’inizio di una nuova, immensa scoperta.

Nell’immagine di copertina una fotografia dello Stelvio di Luca Pedrana autorizzata alla pubblicazione da Bormio tourism press office