
La musica, l’alta sartorialità e il gusto del racconto si incontreranno al MArTa, il Museo archeologico di Taranto domenica 22 marzo. Paolo Sassanelli e Roberto Capucci daranno il via con la loro arte alla rassegna “Un anno di concerti al MArTA”, ideata dallo stesso Museo e dall’Orchestra della Magna Grecia. Per i turisti una occasione unica e rara quella di assistere a un evento che fonde più culture: la storica del museo, la moda e la musica.
La proposta abbina i racconti sul cibo portati in scena dal poliedrico attore pugliese Paolo Sassanelli, alla moda, ispirata dall’arte antica, del maestro Roberto Capucci, fondatore della storica Maison italiana e protagonista di una importante mostra che si potrà visitare fino al 12 luglio.

Sassanelli porterà in scena lo spettacolo: “Sono nato con la bocca aperta”, evento inserito nel cartellone della XII° edizione del Mysterium Festival. L’attore, si esibirà insieme a due musicisti, Umberto Sangiovanni al pianoforte e Alfredo Ricciardi alle percussioni nell’appena ribattezzata sala “Enzo Lippolis”. Un viaggio d’ironia tra storie raccontate e musica per scoprire cosa si nasconde dietro le più popolari ricette della tradizione culinaria pugliese.
A fare da scenario trenta secoli di storia, dal Paleolitico al Medioevo. A scandire le note della contemporaneità, invece, ci saranno le creazioni di Roberto Capucci in una mostra: “Forme senza tempo – Roberto Capucci dialoga con il MArTA”. Reperti mai esposti del museo saranno affiancati da venti abiti e settanta bozzetti dello scultore e architetto della moda. Una relazione fortissima che diventa ancora più efficace quando nell’istallazione si incontra uno dei pezzi iconici della Maison Capucci, il celebre abito ribattezzato “Foglie d’Oro”.
“L’abito svela sorprendenti connessioni con i diademi greci in oro conservati nel Museo archeologico di Taranto. Che dire poi dei pepli di Capucci – ha detto Enrico Minio Capucci, direttore della Fondazione Roberto Capucci, presente all’inaugurazione – che al contrario di quelli di Mariano Fortuny, pittore e stilista spagnolo, sono si rivisitati attraverso la sua vena creativa, nella quale però è difficile non riconoscere la lezione del mondo antico”
Il contemporaneo si basa sull’esperienza dell’antico in un tempo circolare che qui è sperimentato e realizzato nella scomposizione delle forme e nella fantasia di un genio dei colori e delle geometrie. Abiti che riprendono le esperienze dei suoi tanti viaggi in cui annotava su un taccuino ogni sua sorpresa e stupore per rendere quella realtà un giorno arte da indossare e sognare.
“L’aspetto che colpisce maggiormente è la tridimensionalità ottenuta con il sapiente uso delle stoffe e con il colore nelle creazioni sartoriali del maestro Capucci – ha detto la direttora del MArTA, Stella Fazone – le onde e i plissé degli abiti dello stilista offrono l’occasione per un dialogo inedito con la collezione del MArTA, con le statuette femminili in terracotta, che testimoniano l’attenzione nel rappresentare le vesti variopinte antiche nella loro varietà; allo stesso modo, le maschere enigmatiche presenti su alcuni abiti di Capucci in mostra ricordano le antefisse dei templi oggi nelle sale del Museo, così come le nitide geometrie richiamano le tessere dei mosaici della Taranto romana, in un gioco di specchi tra forme del passato e del presente”
Un museo, il MArTA, ricchissimo di reperti anche nei depositi e non solo nell’esposizioni permanenti. La loro non visibilità è dovuta a carenza di spazi. Queste mostre danno, perciò, l’occasione giusta ai tanti visitatori, anche assidui, di esplorare oggetti insoliti e accrescere la loro conoscenza di un tempo mai così lontano.
“Nel dialogo tra passato e presente, tra materia archeologica e creazione contemporanea – ha commentato il direttore generale Musei Massimo Osanna – si riconosce una delle traiettorie più feconde attraverso cui i musei rinnovano oggi il proprio racconto. La mostra costruisce un sistema di relazioni visive e concettuali fondato sul confronto tra gli abiti e i reperti della collezione del MArTA: questa impostazione riflette una visione del museo come luogo dinamico, capace di generare nuove letture e di attivare connessioni inaspettate, attraverso linguaggi diversi e contaminazioni che ne amplificano il potenziale evocativo e conoscitivo”
Di seguito l’inaugurazione della mostra “L’alta moda di Capucci al MarTa”