Presenze in calo negli esercizi alberghieri nel primo trimestre 2025, nell’ordine del 1,8%, a vantaggio delle strutture extralberghiere che hanno registrato un 3,5%. Lo afferma l’Istat nel documento relativo al “Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi”.

Dopo una tendenza di un +2% a gennaio, gli alberghi hanno registrato un progressivo calo di presenze del -2,3% a febbraio e del -4,6% a marzo. Di contro, le strutture extra-alberghiere hanno registrato un +8,5 a febbraio un +5,6% mostrando una flessione del 1,8% a marzo del-1,8%.

In generale, sono diminuite le presenze della clientela domestica nel comparto alberghiero
(rispettivamente -0,7%, -4,8% e -3,1) e sono aumentate quelle negli esercizi extra alberghieri (+2,3% a gennaio, +2,6% a febbraio e +2,5% a marzo).

Differente l’andamento delle presenze dei non residenti: in crescita a gennaio nel settore alberghiero (+5,2%) e in quello extra alberghiero (+16,3%),

Cresciute a febbraio, le presenze straniere negli esercizi extra alberghieri (+8,2%) e stabili negli
alberghi, mentre sono diminuite per entrambe le tipologie di alloggio a marzo (-5,9% negli alberghi e -5,2% negli extra-alberghieri).

La permanenza media dei clienti negli esercizi ricettivi è pari a 3,04 notti e risulta sostanzialmente allineata ai valori del primo trimestre del 2024 sia per gli italiani (2,69 notti, +0,02 rispetto al 2024), sia per gli stranieri (3,48 notti, +0,01 rispetto allo scorso anno).

Numeri che fanno intendere una predisposizione della clientela a preferire un’accoglienza “familiare” rispetto a quella più formale degli alberghi.