Turismo gastronomico, la sfida Adriatica tra Italia e Croazia

A Dubrovnik il futuro del turismo passa anche da una tavola. Non una qualsiasi, ma quella che mette insieme territori, tradizioni e persone che vivono di ospitalità, agricoltura e cultura. È infatti da qui che, il 16 settembre 2026, la conferenza internazionale “Flavors of the Future” ha acceso i riflettori su una nuova idea di viaggio lungo l’Adriatico: non solo andare alla ricerca di un piatto tipico, ma entrare nella storia, nei paesaggi e nelle comunità che quel piatto rappresenta.

Si sono tenuti all’Hotel Kompas di Dubrovnik i lavori dell’incontro organizzato dall’agenzia regionale di sviluppo Dunea nell’ambito del progetto europeo GUSTI – Gastro UpScaled Tourist Itinerary in rural regions of Croatia and Italy. Un progetto finanziato dal programma Interreg Italia-Croazia 2021/2027 che ha riunito operatori, produttori, chef, istituzioni e realtà della ricerca italiane e croate.

“Coopetition” la nuova parola chiave

L’autenticità della tradizione diventa turismo, tra competizione e cooperazione: le regioni confinanti cooperano unendo le forze per affrontare problemi o obiettivi comuni che da sole non potrebbero gestire; “macro-sfide” tipo l’attrazione di turisti da continenti lontani, il miglioramento delle infrastrutture di trasporto transfrontaliere, la sostenibilità ambientale o la creazione di campagne di marketing per promuovere l’intera macro-area nel mondo. Eppure ogni singola regione mantiene e valorizza la propria unicità: ognuna compete per attrarre i visitatori nei propri territori puntando sulla specificità dei propri piatti tipici, prodotti tradizionali e marchi d’origine.

Una Vision condivisa per gli attori di Gusti: opererare come una destinazione gastro-culturale transfrontaliera riconoscibile, dove i visitatori sperimentano cibo e patrimonio autentici attraverso viaggi a basso impatto, mentre gli stakeholder locali co-creano e gestiscono la crescita del turismo che supporta le comunità, la biodiversità e l’identità del luogo.

Con l’obiettivo strategico di potenziare un turismo ben distribuito tutto l’anno e geograficamente equilibrato, attraverso lo sviluppo e la promozione di esperienze di gastronomiche (non semplicemente culinarie), si vuole distribuire i flussi turistici in modo uniforme sul territorio, si evita il sovraffollamento delle località più famose, portando ricchezza anche alle aree rurali o meno conosciute.

Valorizzazione del patrimonio enogastronomico

Il progetto mira a trasformare le tradizioni culinarie locali delle aree rurali e costiere di Italia e Croazia in itinerari turistici sostenibili.


Turismo sostenibile e destagionalizzazione sono le finalizzatà attraverso la promozione è la diversificazione dell’offerta turistica al di fuori dei picchi stagionali; riducendo l’impatto del turismo di massa sulle città storiche come Dubrovnik.


La cooperazione transfrontaliera ha poi riunito i produttori locali: chef, agenzie di sviluppo e rappresentanti delle istituzioni italiane e croate per condividere buone pratiche su filiere corte e patrimonio immateriale.

Un modello organizzativo in cui diverse entità (aziende, professionisti, scuole, associazioni di accoglienza, e strutture ricettive, istituzioni) collaborano tra loro in modo molto spontaneo, flessibile, inclusivo, adattandosi rapidamente ai cambiamenti senza troppa burocrazia, riducendo al minimo le spese di gestione e le responsabilità legali; non si firmano contratti societari vincolanti o accordi che creano nuove entità giuridica: ognuno rimane indipendente, riducendo a zero i rischi legali collettivi derivanti dall’associarsi al progetto.

I partner per la parte italiana includono enti locali, agenzie di sviluppo ed enti di ricerca distribuiti in queste specifiche regioni adriatiche, in cooperazione con le contee costiere croate (tra cui la Contea di Dubrovnik-Neretva): Veneto ed Emilia Romagna.

Partner di progetto in Puglia è il consorzio regionale per le arti e la cultura Puglia culture che si occupa anche di cooperazione europea.
“Il patrimonio immateriale dell’enogastronomia non riunisce soltanto imprese, prodotti, consumatori, ma un mix di identità, di paesaggi, di aspirazioni, che sulla tradizione costruiscono un futuro sostenibile, inclusivo e accessibile”
dichiara il responsabile dell’ufficio progetti di Cooperazione europea, Lino Manosperta.

Durante il meeting gli stakeholders hanno sottoscritto il Memorandum of Understanding for CB Gastro Diplomacy Network. Per la Puglia, insieme a Puglia Culture, hanno firmato il Memorandum anche importanti rappresentanti d’eccellenza del territorio come il Comune di Fasano, l’ente del terzo settore Destinazione Turismo Ets in rappresentanza delle strutture ricettive extralberghiere e locative, l’istituto Salvemini di Fasano e Lucia Grassi Incoming Consultant Fasano.