Turismo in Italia, crescita record dai mercati esteri nel 2026

Il turismo in Italia non è solo una tradizione ricca di fascino, ma un vero e proprio pilastro industriale ed economico. A confermarlo con decisione è il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, commentando gli ultimi dati diffusi dalla Banca d’Italia. Tra una crescita del 4,1% nella spesa dei turisti provenienti dai Paesi UE e un incremento del 2,3% dei flussi in entrata nei primi cinque mesi del 2026, il quadro che emerge è estremamente positivo. Secondo il ministro, questi risultati premiano la bontà delle strategie messe in atto per destagionalizzare i flussi e intercettare i mercati di prossimità, con l’obiettivo di rendere tale crescita strutturale, puntando su un’offerta turistica qualificata, sostenibile e diffusa in modo omogeneo su tutto il territorio.

L’attrazione per il Made in Italy spinge i mercati internazionali

A fare la parte del leone sono proprio i visitatori stranieri. Tra luglio e agosto, i dati del Centro Studi di Federturismo Confindustria e della Banca d’Italia hanno registrato un balzo dell’8,3% degli arrivi dall’estero rispetto all’anno precedente. L’interesse per il nostro Paese è in forte fermento: le ricerche online di voli da oltreconfine sono salite del 26%, mentre la disponibilità di posti sui collegamenti diretti è cresciuta del 14%, ritmi di sviluppo superiori rispetto a quelli dei principali competitor europei. Anche il picco estivo di Ferragosto ha confermato il trend, con un +17% nelle ricerche online rispetto al 2025.

Ancora le località balneari hanno fatto il pieno di soggiorno con tassi di occupazione medi che superano l’80% (fino all’85% a ridosso del 15 agosto), ma anche Roma, Napoli e Venezia hanno registrato la stessa occupazione, trascinate in particolare dai viaggiatori provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.

Le nuove abitudini dei viaggiatori

Oltre ai 16 milioni di italiani che hanno scelto agosto per le proprie ferie, le prenotazioni dei voli per settembre hanno segnato un aumento dell’8%: si consolida sempre di più la tendenza a viaggiare nei mesi di “spalla”, come settembre e giugno. Una scelta guidata dalla ricerca di tariffe più accessibili, luoghi meno affollati e un clima più vivibile.

Tra le destinazioni nazionali più gettonate spiccano Puglia, Sardegna, Sicilia, Calabria. Per chi ha valicato i confini nazionali, le Baleari e le isole greche rimangono le mete preferite, con segnali di ripresa per il Mar Rosso. Ritorna la curiosità verso i Paesi del Nord Europa e le tratte a lungo raggio verso Giappone, Cina e Sud America. La ricerca di temperature più gradevoli ha spinto quasi 8 milioni di italiani verso la montagna, con il Trentino-Alto Adige in cima alle preferenze.

Da segnalare, infine, l’ottima performance del settore crocieristico, in crescita di oltre il 10% rispetto ai pacchetti di viaggio tradizionali.

I conti del settore tra Pil e “bilancia turistica”

I dati confermano il peso specifico fondamentale del turismo per l’intero sistema Paese. Nel solo primo trimestre del 2026, le analisi Istat/Federturismo hanno rilevato 23 milioni di arrivi (+4,2%) e 71,6 milioni di presenze (+7,5%), con gli stranieri a coprire da soli oltre la metà del totale (54,6%).

Guardando al bilancio consolidato del 2025, la spesa dei viaggiatori internazionali in Italia ha raggiunto i 56,7 miliardi di euro, generando un surplus della bilancia turistica pari a 22,7 miliardi di euro (circa l’1% del PIL nazionale). Un trend positivo che continua a correre nel 2026: nella media del trimestre concluso ad aprile, le entrate turistiche sono cresciute del 4,4%, mentre nel solo mese di maggio il saldo della bilancia dei pagamenti del settore ha registrato un avanzo di 2,7 miliardi di euro, a fronte di 5,4 miliardi spesi dai turisti stranieri in Italia.

In copertina Stintino, Sardegna, dall’archivio di valigiamo.it