Turismo in Puglia, grande flop. Le posizioni di Fiba e Federalberghi

Estate 2025 caro vacanze e grande flop. Si può sintetizzare così l’andamento della stagione estiva in Puglia. Colpa dei rincari di lettini, ombrelloni e di stanze in B&B e alberghi? Verosimilmente sì. Colpa dell’ingordigia di imprenditori improvvisati che hanno rovinato il mercato alzando i prezzi a dismisura? E’ probabile.

Di oggi una dichiarazione di Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi Puglia e vice del nazionale, riportata sulla sua pagina Facebook: “Le nostre aspettative sono cambiate rispetto a giugno quando prevedevano sicuramente un sold out, gli eventi e le situazioni contingenti ci portano ad essere più cauti , sicuramente ad oggi non abbiamo il sold out, ma speriamo nei last minute, che sono aumentati tanto negli due mesi, con prenotazioni oggi per domani“.

Detto questo – prosegue Caizzi – bisogna lavorare per prepararsi nei prossimi anni con maggiori servizi ai turisti ma soprattutto con programmazioni mirate per riuscire a fare il salto di qualità e far diventare Bari una città turistica al pari di altre destinazioni del mediterraneo e non una città con i turisti . Bisogna avere la capacità ed il coraggio di fare una programmazione di lungo periodo e di grande respiro internazionale soprattutto in presenza delle abbondanti risorse dell’imposta di soggiorno“.

Sulla debacle della Puglia turistica si è espresso anche Fabrizio Santorsola, presidente di FIBA Confesercenti Puglia per il quale, alla fine, “Chi vende qualità non conosce crisi”.

Anche Santorsola dice la sua attraverso Fb: “In una Puglia senza alcun tipo di servizio di trasporti che possa definirsi tale, senza una cultura del turismo e perfino senza un sito web che spieghi dove andare e cosa fare, l’improvvisazione era una strada obbligata. La legge che avrebbe classificato prima i lidi e poi le strutture extra alberghiere con stelle in base ai servizi offerti è stata per questo maldestramente prima approvata e poi bloccata in Regione perché “squadra che vince non si cambia“.

Peccato – prosegue – che la squadra abbia vinto sempre per le sfortune altrui: prima il terrorismo nei paesi oltre Mediterraneo, poi i disordini in Grecia, poi il Covid e il post Covid con le zone rosse. Ma a un certo punto le fortune sono finite e ci siamo scontrati con una realtà di mercato contro la quale non possiamo reggere. Pensate un po’: se una decina di anni fa avessi detto a qualche amico che ero intenzionato ad andare in vacanza in Albania, mi avrebbe preso per scemo“.

Oggi – aggiunge Santorsola – l’Albania è un concorrente reale, per il momento soprattutto sul prezzo, ma a breve lo sarà anche sul livello di servizio. E noi abbiamo nel frattempo i politici che con redazionali probabilmente a pagamento si fanno belli dei risultati meravigliosi (quali risultati poi me lo devono spiegare, perché le somme si fanno sempre a fine anno) che stanno ottenendo. Le strutture extralusso sono ancora piene, non sappiamo per quanto tempo ma stanno leggendo. Tutto il resto del comparto turistico sta boccheggiando, a parte le strutture che garantiscono qualità a un prezzo equo. Chi vende qualità non conosce crisi”.