Turismo lento e sviluppo dei territori, Cammini d’Italia verso la legge

Il turismo lento entra ufficialmente al centro delle politiche nazionali. È attesa in queste ore alla Camera l’approvazione definitiva della proposta di legge “Disposizioni per la promozione e la valorizzazione dei cammini d’Italia”, già approvata all’unanimità dal Senato nel marzo 2024. Un provvedimento che punta a riconoscere i cammini come asset strategici per lo sviluppo turistico sostenibile del Paese.

“Andiamo verso una legge che riconosce l’importanza dei cammini, dando centralità strategica al Ministero del Turismo nelle azioni di promozione degli itinerari d’Italia, grazie anche all’istituzione di strumenti come la cabina di regia, la banca dati, il tavolo permanente e il programma di sviluppo, che consentiranno un dialogo continuo tra i soggetti coinvolti”, ha dichiarato la ministra del Turismo Daniela Santanchè.

La legge definisce i cammini d’Italia come itinerari di rilievo europeo, nazionale o regionale, percorribili a piedi o con altre forme di mobilità dolce e sostenibile. Nel perimetro rientrano anche le vie d’acqua fluviali e marine, le lagune e i laghi, con l’esclusione dei mezzi a motore, salvo quelli necessari a garantire l’accessibilità alle persone con disabilità o ridotta mobilità. I cammini sono strutturati in tappe giornaliere e rappresentano una modalità di fruizione del patrimonio diffuso: culturale, storico, artistico, religioso, paesaggistico ed enogastronomico.

Il testo introduce una serie di strumenti operativi fondamentali. L’articolo 2 istituisce la banca dati dei cammini d’Italia, che raccoglierà informazioni ufficiali sugli itinerari riconosciuti. L’articolo 3 prevede la nascita di una cabina di regia nazionale, incaricata di definire gli standard di qualità e il programma nazionale di sviluppo e promozione. Con l’articolo 4 viene istituito un tavolo permanente, presieduto dal ministro del Turismo, che coinvolgerà istituzioni, esperti e associazioni per favorire il coordinamento interistituzionale e monitorare le criticità del settore.

Elemento chiave della riforma è il programma nazionale triennale, previsto dall’articolo 5, che guiderà le politiche di sviluppo dei cammini, affiancato da campagne di comunicazione e promozione disciplinate dall’articolo 7. Un impianto normativo che mira a rendere strutturale ciò che finora è cresciuto spesso grazie a iniziative locali e associative.

“Un altro grande risultato, un altro grande passo in avanti a supporto del turismo lento e sostenibile – sottolinea la ministra Santanchè – e in direzione della riscoperta dei territori più nascosti, che sono tanto custodi di tradizioni autentiche quanto vettori di destagionalizzazione”. Il provvedimento è accompagnato da un investimento di 2 milioni di euro, che si aggiungono agli oltre 30 milioni già stanziati per il segmento dei cammini.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare la competitività internazionale dell’Italia, puntando su un modello turistico più equilibrato, capace di distribuire i flussi e valorizzare aree interne e borghi meno conosciuti. Con questa legge, i cammini diventano non solo un’esperienza di viaggio, ma uno strumento strategico per il futuro del turismo italiano.

In copertina foto d’archivio “Tramonto dal Monte Subasio” fornita dall’ufficio stampa de I tuoi cammini Umbria