Turismo e strutture fantasma, esposto Codacons a Forlì

Arriva l’estate con le inevitabili truffe delle case fantasma vendute attraverso il web da persone senza scrupoli.

A riguardo, il Codacons ha annunciato di aver presentato un esposto alla Procura di Forlì chiedendo di fare piena luce sul caso delle presunte strutture ricettive “fantasma” pubblicizzate attraverso una nota piattaforma di incontro tra domanda e offerta turistica. L’associazione dei consumatori invita la magistratura ad accertare eventuali responsabilità, comprese quelle che potrebbero riguardare la piattaforma di prenotazione online, qualora emergessero elementi nel corso delle indagini.

Secondo quanto riferito dal Codacons, sulla base delle notizie circolate nelle ultime ore, sarebbero centinaia i turisti italiani e stranieri che avrebbero prenotato soggiorni in strutture situate tra Cesenatico e Milano Marittima, scoprendo soltanto al loro arrivo che gli alloggi indicati negli annunci non esistevano. La vicenda è attualmente oggetto di approfondimenti e sarà l’autorità giudiziaria a verificare l’effettiva dinamica dei fatti e l’eventuale esistenza di responsabilità.

L’esposto

Nell’esposto depositato in Procura, il Codacons ipotizza diversi possibili reati, tra cui truffa aggravata, frode informatica, accesso abusivo a sistemi informatici, falsità materiale e falsità ideologica. L’associazione chiede inoltre che vengano valutati gli eventuali controlli effettuati sulla pubblicazione degli annunci e se vi siano profili di responsabilità che possano essere contestati ai soggetti coinvolti. Al momento, tuttavia, non risultano contestazioni formulate dall’autorità giudiziaria nei confronti della piattaforma.

Il caso riporta l’attenzione sul fenomeno delle truffe legate alle prenotazioni online di case vacanza e strutture ricettive, un fenomeno che, secondo il Codacons, sarebbe in crescita.

Come difendersi dalla truffe

Per aiutare i consumatori a evitare possibili raggiri, il Codacons ha diffuso una guida con alcune semplici regole. Tra queste, diffidare delle offerte con prezzi troppo convenienti rispetto al mercato, verificare l’esistenza della struttura tramite servizi come Google Maps, controllare attentamente recensioni e profilo dell’host ed evitare di effettuare pagamenti attraverso canali esterni alla piattaforma o in risposta a messaggi ricevuti via WhatsApp, social network o e-mail che richiedano dati bancari o propongano sconti non verificabili.

La Procura di Forlì dovrà ora valutare il contenuto dell’esposto e decidere gli eventuali sviluppi investigativi. Solo l’esito degli accertamenti consentirà di chiarire quanto accaduto e di individuare eventuali responsabilità.

La foto di copertina è stata creata con l’intelligenza artificiale