
Che splendida tradizione: Urbania (l’antica Casteldurante) è davvero il cuore del folclore legato all’Epifania in Italia. Trasformare un intero borgo nella “residenza ufficiale” della Befana crea un’atmosfera magica che unisce storia, artigianato e comunità.
Si passeggia per le stradine silenziose di Urbania al freddo gelido di questo gennaio e la memoria viaggia al ritmo pulsante di una fiaba antica, dove il tempo sembra essersi fermato tra le mura di mattoni caldi e l’odore di legna bruciata che sale dai camini.
Il contrasto è magico: fuori, l’aria tagliente dell’Appennino marchigiano ti pizzica le guance; dentro, nelle case fervono i preparativi per la notte più lunga dell’anno. Ed ecco cosa si prova.
Un tuffo nel passato, Casteldurante
Il silenzio evoca le ombre dei duchi e degli artigiani della maiolica. Mentre cammini, puoi quasi immaginare la Befana che, stanca del suo lungo vagabondare, decide di posare la scopa proprio qui, tra i portici e i vicoli che un tempo videro passare i della Rovere.
L’attesa della “Notte dei Desideri”
C’è una tensione dolce nell’aria. Le migliaia di calze appese alle finestre oscillano al vento gelido, piene di sogni, ma anche di carbone e piccole tirate d’orecchie. È quella sensazione tipica dell’infanzia: il misto di timore e meraviglia per quella la “vecchina” che qui scende dalla Torre Campanaria per dare inizio alla magia.
Riflessi di mistero
Il pensiero corre inevitabilmente alla Chiesa dei Morti. In questo freddo così secco, il legame con il passato e con il “mondo di là” si fa più sottile, rendendo il borgo non solo una scenografia festosa, ma un luogo di profonda spiritualità e mistero. E passeggiando, alla vigilia dell’Epifania, ti ritrovi vicino al Palazzo Civico, e con un pizzico di fortuna, potresti scorgere le luci accese dell’Ufficio della Befana: forse già lì a controllare le ultime letterine prima della grande discesa. Ed ecco cosa accade il 6 gennaio

La Discesa Acrobatica
Il momento della discesa dalla Torre Campanaria fino alla piazza è il culmine della festa: la Befana “vola” sopra la folla lanciando dolciumi, un momento di grande impatto visivo.
La Calza da record
Sfilare con la calza più lunga del mondo è un’attività che coinvolge attivamente i visitatori, rendendoli parte del Guinness dei Primati locale.
Oltre la festa, arte e mistero
Urbania non è solo la città della Befana, ma un gioiello del Rinascimento
1. Chiesa dei Morti: Il Cimitero delle Mummie è una tappa obbligata. Si tratta di un fenomeno di mummificazione naturale dovuto a una particolare muffa del terreno che ha conservato i corpi in modo sorprendente. È un’esperienza suggestiva e un po’ “noir”, perfetta per il periodo invernale.
2. Palazzo Ducale: Un esempio magistrale di architettura feltresca, che ospita una ricca biblioteca e collezioni d’arte che raccontano il passato glorioso della città come centro di produzione di maioliche.
Consiglio Enogastronomico
Non dimenticare di assaggiare il Crostolo di Urbania, una piadina sfogliata eppure soffice, dal sapore antico, perfetta da gustare calda tra uno spettacolo e l’altro nei mercatini del centro. Alessandro e Grazia nella loro deliziosa enoteca Vin Italy, quasi in piazza del Duomo, propongono il crostolo più tradizionale, al caldo di una stufa, sorseggiando le birre più esclusive e il vini più pregiati.

La Calza a domicilio
Il servizio di consegna dei regali la notte del 5 gennaio è un tocco di ospitalità incredibile, perfetto per chi alloggia nelle strutture di accoglienza ricettiva agrituristica, e qualche hotel, della zona.
Nel 2026, la 29° Edizione della Festa nazionale della Befana, è ancora uno degli appuntamenti storici più longevi delle Marche, capace di attirare migliaia di visitatori ogni anno.