Vacanze e benessere mentale, perché le ferie non bastano più

Per gli italiani le vacanze continuano a rappresentare il periodo dell’anno associato al maggior benessere psicologico. Tuttavia, dietro l’idea della pausa estiva come occasione di rigenerazione emerge un quadro più complesso: quasi un italiano su tre non partirà quest’estate e, tra chi è andato in vacanza nell’ultimo anno, oltre un terzo è rientrato sentendosi meno ricaricato di quanto sperasse.

È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da Unobravo, piattaforma di psicologia online, che analizza il rapporto tra ferie, lavoro e salute mentale, evidenziando come il viaggio non sia sempre sufficiente a compensare mesi di stress e pressione.

Le vacanze restano il momento dell’anno in cui ci si sente meglio

Secondo l’indagine, il 76,8% degli italiani dichiara di sentirsi emotivamente meglio durante le vacanze rispetto al resto dell’anno. Per il 37,1% rappresentano addirittura il periodo in cui si sta meglio con se stessi.

Il dato conferma il valore delle ferie come momento di recupero psicofisico, ma apre anche una riflessione: se il benessere si concentra esclusivamente in poche settimane, il resto dell’anno rischia di essere vissuto in condizioni di maggiore affaticamento emotivo.

Sempre più italiani rinunciano alle ferie

Non tutti, però, riusciranno a concedersi una vacanza. Il 28,6% degli italiani afferma che quest’estate non farà vere e proprie ferie.

La situazione riguarda soprattutto i single, tra i quali la percentuale sale al 41,3%, quasi il doppio rispetto a chi vive in coppia (21,6%).

Anche tra chi parte, il recupero non è scontato: il 34,1% racconta di essere tornato dalle vacanze meno riposato di quanto immaginasse o addirittura in condizioni peggiori dal punto di vista emotivo.

Il vero obiettivo delle ferie? Staccare dal lavoro

La ricerca evidenzia che il desiderio principale degli italiani non è tanto il relax fisico quanto la possibilità di interrompere il legame con il lavoro.

Il 41,6% indica infatti come priorità quella di staccare mentalmente dal lavoro, davanti al recupero delle energie fisiche (31,4%) e al desiderio di “non pensare a niente” (27,5%).

Eppure questo obiettivo risulta sempre più difficile da raggiungere: il 22,6% sostiene che disconnettersi dal lavoro durante le ferie sia oggi più complicato rispetto al passato, mentre il 17,5% ammette di non riuscire davvero a farlo, continuando a lavorare o restando costantemente reperibile.

Lo stress economico pesa anche prima della partenza

L’organizzazione delle vacanze rappresenta anche una fonte di pressione economica.

Il 66,3% degli intervistati afferma che il costo delle ferie incide in modo significativo sul proprio livello di stress, mentre per il 25,2% rappresenta la principale preoccupazione.

Anche una volta partiti, il relax convive spesso con i sensi di colpa. Solo il 40,8% dichiara di non averne mai provati durante le vacanze. Tra le motivazioni più frequenti emergono:

  • spendere troppo per sé stessi (22%);
  • non dedicare abbastanza tempo alle persone care (20,3%);
  • non riuscire a scollegarsi dal lavoro (19,3%);
  • non trascorrere tempo con la famiglia d’origine (17,1%).

Single e coppie vivono le vacanze in modo diverso

L’indagine evidenzia anche differenze significative tra chi è single e chi vive una relazione.

Le persone in coppia dichiarano più frequentemente di sentirsi molto meglio durante le ferie (40,7% contro il 30,9% dei single), mentre questi ultimi tendono a utilizzare il tempo libero soprattutto per ritrovare se stessi (19,7%) e per liberare la mente dai pensieri quotidiani (32,5%).

Per le coppie, invece, la vacanza assume anche un valore relazionale, diventando un’occasione per rafforzare il legame con il partner.

“Libertà” e “fuga”: le parole simbolo dell’estate

Alla domanda di descrivere le vacanze con una sola parola, gli italiani scelgono soprattutto “Libertà” (37,8%). Al secondo posto compare però “Fuga” (21,6%), segno che il viaggio viene percepito non soltanto come esperienza di piacere, ma anche come momento per allontanarsi da ritmi lavorativi intensi e dallo stress quotidiano.

Proprio da questa riflessione nasce anche la nuova campagna outdoor lanciata da Unobravo a Milano, che invita a considerare il benessere mentale come un’esigenza da coltivare durante tutto l’anno e non soltanto nelle due settimane di ferie estive.

Secondo Corena Pezzella, Clinical Manager di Unobravo, i risultati mostrano come concentrare tutte le aspettative di recupero psicologico nelle vacanze possa trasformare le ferie stesse in una fonte di pressione. Le vacanze rappresentano un’importante occasione di rigenerazione, ma difficilmente possono compensare da sole un intero anno vissuto senza adeguati momenti di recupero.