Via Francigena, boom di pellegrini e +36% credenziali

La Via Francigena archivia il 2025 con numeri in forte espansione e si conferma tra i principali asset del turismo lento in Italia. Secondo i dati diffusi dall’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), sono state distribuite quasi 20 mila credenziali, con un incremento del 35,95% rispetto all’anno precedente. I punti di rilascio del passaporto del pellegrino salgono a 132 (+5,6%), mentre oltre 12 mila camminatori hanno ricevuto il Testimonium a Roma, segnando un aumento del 117,96%.

L’incremento risente anche dell’effetto Giubileo, ma evidenzia una tendenza strutturale di crescita della domanda legata ai cammini e alle esperienze di viaggio slow. La Via Francigena si consolida così come uno dei percorsi più rilevanti nel panorama europeo dei cammini, capace di generare impatti concreti sull’economia dei territori attraversati.

Il 2025 è anche l’anno della piena internazionalizzazione. La componente straniera raggiunge il 53% del totale, con una presenza significativa di pellegrini provenienti da Stati Uniti, Francia, Germania, Australia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. Un dato che rafforza il posizionamento della Via Francigena come prodotto turistico competitivo sui mercati esteri e come esperienza culturale e spirituale riconosciuta a livello globale.

Sul piano della stagionalità, il cammino conferma la propria capacità di distribuire i flussi nei mesi di spalla. Settembre è il mese preferito per la partenza (19%), seguito da aprile (13%), maggio e ottobre (12%). Un andamento che contribuisce a sostenere l’occupazione e l’indotto turistico in periodi tradizionalmente meno congestionati, favorendo una maggiore sostenibilità complessiva.

Le motivazioni di viaggio restano articolate: il 41,5% dei pellegrini sceglie la Via Francigena per un’esperienza di condivisione, il 28,2% per ragioni spirituali, il 25% per interesse culturale e il 23,4% per finalità turistiche. La pluralità delle motivazioni conferma la natura trasversale del prodotto, capace di integrare dimensione religiosa, patrimonio storico e scoperta del paesaggio.

Il valore strategico dei cammini è stato ribadito dal ministro del Turismo Daniela Santanchè, che ha evidenziato come la crescita registrata rafforzi il ruolo del turismo lento nello sviluppo socioeconomico nazionale. Il Ministero del Turismo ha già stanziato oltre 30 milioni di euro per i cammini, a cui si aggiungono ulteriori 5 milioni previsti dalla recente legge di settore, consolidando lo status dei percorsi come asset strategici per la valorizzazione delle aree meno note e per il contrasto allo spopolamento.

Nel quadro del turismo italiano 2025, la Via Francigena si configura dunque come modello di sviluppo sostenibile, leva di destagionalizzazione e strumento di riequilibrio territoriale, con ricadute diffuse lungo l’intera Penisola fino a Roma, meta finale di migliaia di pellegrini ogni anno.